DOPO QUESTA VITA NE ESISTE UN ALTRA?

Scritto il 25 Giugno 2009.Padre Gianluigi La Rocca
La prima domanda cui dobbiamo trovare una risposta esauriente è a che serve la vita presente?Ha inizio nel grembo materno, si nasce, si cresce, si declina e si muore!Il catechismo ci dà la risposta attesa. Dio ci ha creato, per conoscerlo amarlo e goderlo. Goderlo nella preghiera, nell’uso dei sacramenti, in tutte le opere buone, vivendo nel suo amore.Esiste una seconda vita che non ha fine?E’ come vedremo!L’esistenza di una seconda vita dopo la morte, eccetto pochi casi, è ammessa da tutti i popoli, e in tutti i tempi.Quello che non è chiaro è in che consiste e come la si vive.E’ inutile andarlo a cercare nelle fantasie e favole degli antichi, come pure dei filosofi e poeti di tutti itempi.L’uomo è incapace di liberarsi del suo modo di conoscere sensibile e per immagini, ha ribaltato le sue conoscenze naturali e le ha proiettato in una visione fantastica nella possibilità di una seconda vita nell’aldilà.Infatti tra tutti i popoli troviamo una puerile immaginazione della vita futura: ci è rivelata dai sepolcri.Nei sepolcri troviamo resti di cibo, provviste di vettovaglie, utensili di lavoro, vasellame quasi nell’ol-tre tomba si continuasse una vita simile alla nostra.Si seppelliva affianco la moglie e serva con il padrone perché continuassero a servirlo, altri cremavano anche la moglie con la salma del defunto per essergli utile nell’altra vita.Solo nel N.T. Gesù ci dà la certezza di una nuova vita futura ed eterna. Vita beata per buoni e una vita dannata per i cattivi.Ma anche Gesù per farci comprendere e proporzionare alla capacità nostra intellettiva si serve di immagini sensibili e raffigura la felicità beata ed eterna a un convito di nozze e la vita dannata dei cattivi all’immagine della geenna, un fuoco eterno che non si estingue mai.Per chi, per sua sventura, e colto dalla morte in un atteggiamento di rifiuto totale di Dio, del suo Amore, e in un attaccamento ai piaceri dei beni terreni, contro l’ordine della retta ragione, e colmo di odio contro la giustizia divina, investito dalla luce della divina presenza è colmo di terrore si sente re-spinto con violenza e vorrebbe fuggire, nascondersi. Ma dove?Tutto il creato lo respinge. Si avvera la rivelazione di S. Paolo:Le creature sono state sino ad ora come nei dolori del parto, violentate dall’uomo a servire al loro piacere contro il volere di Dio che le ha create per la sua gloria, ora è giunto il tempo della loro rivincita e con il loro peso schiacciano l’anima dannata sotto la loro massa contro il nulla per espellerle dal creato.Respinti dal creato e respinti da Dio, nell’anima dannata, cominciano due moti contrastanti nell’intimo dello spirito: uno, come immagine di Dio, la legge essenziale dello spirito la spinge a tornare al suo Signore, del quale è immagine.L’altra la volontà atterrita dall’infinita giustizia divina, violentemente la respinge.Questi due moti opposti di violenza inaudita nell’intimo dello spirito vi accendono un tormento simile al fuoco.E’ il fuoco della geenna che mai si estingue, ed è eterno.Così mi sembra risolto il mistero del fuoco dell’inferno.Rifletti: come si ottiene il fuoco? Strofina due legnetti ad una velocità crescente e vedrai spuntare lafiamma.La fiamma è la conseguenza e nasce dalla disgregazione e vibrazione violenta degli atomi della materia.Così dalla vibrazione violentissima e contrastante che si produce nell’intimo dello spirito produce una sensazione uguale a quella della materia, nei corpi materiali formati da atomi si distruggono bruciando, mentre il fuoco della geenna o inferno, avviene in un essere spirituale che non ha parti, non si disgrega perché è un unica sostanza spirituale, non si consuma e dura in eterno.Ed ora vorrei accennare ad un altro problema che ci assilla: “Lo scandalo dell’eternità dell’inferno”La durata del purgatorioI luoghi dove sono ubicati: Paradiso, Purgatorio e Inferno. Sono difficoltà e problemi che nascono in noi per la poca comprensione del tempo – spazio – eternità.Noi siamo come inglobati nello spazio, coinvolti nel fluire del tempo e ci riesce molto difficile uscirne fuori, ma è necessario farlo se vogliamo acquistare una conoscenza della verità.In Dio spirito purissimo, prima della creazione, non c’era nè tempo, nè spazio ma solo Dio.Il tempo e lo spazio sono nati con la creazione «Ipse dixit et omnia facta sunt»Dio disse, parlò e tutto fu fatto.Il creato è come il suono esterno della parola di Dio che dura nel tempo.Nella sua eternità Dio era solo, Uno e Trino, Padre Figlio e Spirito Santo.Lo spazio nasce dalla espansione dell’universo materiale e con esso nasce il tempo.Si comincia a contare, il tempo ci incalza, ci spinge nella sua successione e continuità e ci rivela gli avvenimenti, nasce la storia. Il tempo ci scopre gli errori e nella sua continuità ci dà la possibilità di correggerli, ma con la morte esci dal tempo e dallo spazio.Con la morte l’anima spogliata dal suo corpo si viene a trovare in uno stato nuovo in cui non c’è più nè passato nè avvenire, ma è un attimo presente in cui si possiede e dura in questo stato e in quell’atteg-giamento che fu l’ultimo della sua vita nel tempo.

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