I catechisti, “maestri della Fede”
Scritto il 25 Giugno 2009.S. Em.za Cardinale Caffarra – Arcivescovo di Bologna
Seminario Arcivescovile di Bologna, intervenendo al Congresso Diocesano dei Catechisti il Cardinale Carlo Caffarra ha tenuto una relazione dal titolo “Il catechista maestro”.
“Il catechista è un maestro della fede”, ha esordito l’Arcivescovo di Bologna, aggiungendo che “parlare oggi di questo tema non è facile”. “E’ ogni giorno più necessario che la catechesi sia anche un vero e proprio insegnamento di una dottrina: è una vera e propria istruzione”.Secondo l’Arcivescovo, “il maestro della fede deve far conoscere la Rivelazione, che connota un fatto: Dio si dona a conoscere all’uomo e fa conoscere all’uomo il progetto che Egli ha nei suoi confronti. Questo progetto è che l’uomo partecipi la stessa natura divina. La Rivelazione, quindi, è inscindibilmente teologica: è Dio stesso che rivela se stesso, e antropologica: è Dio stesso che svela all’uomo il suo destino”.Il Cardinal Caffarra ha spiegato che “Dio rivela se stesso e fa conoscere il suo progetto realizzando questo progetto stesso; Dio rivela realizzando ciò che rivela e realizza rivelandosi. La Rivelazione, dunque, non è semplicemente una istruzione alla quale poi farebbe seguito la donazione integrale che Dio compie di Se stesso all’uomo”.“La Rivelazione è Gesù Cristo – ha sottolineato il porporato –, nel senso che Egli è il mediatore e la pienezza dell’intera Rivelazione. Egli è il messaggero e il contenuto del messaggio; il rivelante ed il rivelato; il rivelante al quale bisogna credere, la verità rivelata nella quale bisogna credere. Il Vangelo di Cristo è il Vangelo che è Cristo. La Rivelazione è la sua Persona, la sua vita, la sua morte e risurrezione”.“Dio -ha affermato l’Arcivescovo- manifesta se stesso e fa conoscere il mistero della sua volontà a noi in Cristo, il quale è nello stesso tempo mediatore e pienezza dell’intera Rivelazione”.Approfondendo qual è il senso della fede, il Cardinal Caffarra ha spiegato che “il termine della mia fede non sono le affermazioni, le proposizioni in cui essa si articola, ma la realtà che conosco attraverso di esse: Dio ed il suo progetto salvifico. È questo il “miracolo” della fede: che la nostra ragione è liberata dalla sua instabilità e varietà aderendo all’immutabile e semplice Verità”.“Per questo motivo, il catechista-maestro che insegna le verità della fede -che cosa sono i sacramenti, chi è Gesù Cristo…- deve però guidare lo scolaro a cogliere la Verità della fede attraverso lo sguardo semplice della fede” stessa.Il porporato ha rilevato come la Chiesa non si sia limitata ad elaborare il Simbolo della fede, ma abbia anche predisposto “uno schema di insegnamento della fede, un sistema di proposizione della dottrina cristiana”, per cui “l’esposizione dell’insegnamento cristiano deve articolarsi in tre parti fondamentali”: “la fede da credere e da celebrare, il bene da praticare ed il male da evitare; ciò che dobbiamo sperare-desiderare”.L’Arcivescovo di Bologna ha quindi precisato che “la prima parte è l’esposizione del Simbolo e la dottrina circa la Liturgia; la seconda parte è l’esposizione della Legge di Dio; la terza parte è la spiegazione della Preghiera del Signore, il Padre Nostro”.“Simbolo della fede, Liturgia cristiana, Morale cristiana, Preghiera: ecco le articolazioni fondamentali dell’insegnamento della Dottrina sacra”, ha sottolineato Caffarra, il quale ha invitato a prendere in mano il Catechismo della Chiesa Cattolica e il suo Compendio per verificare che gli insegnamenti sono esattamente ordinati in quel modo.Per comunicare la fede, l’Arcivescovo di Bologna ha indicato anche l’uso dell’arte cristiana.“L’apprendimento della verità di fede mediante l’arte cristiana è una via didatticamente fra le più efficaci”, ha affermato. “La Chiesa vi è sempre ricorsa arricchendo così l’umanità di un patrimonio artistico di incomparabile preziosità. L’Istituto Veritatis Splendor ad iniziare da quest’anno organizza seminari di studio a livello nazionale per aiutare la catechesi a percorrere questa strada”.In merito alle difficoltà della trasmissione della fede, il Cardinal Caffarra ha parlato dell’incapacità dei ragazzi di far uso della propria ragione: “Sono sempre più convinto che la malattia più grave di cui soffre l’uomo oggi è quella che ha colpito la sua ragione: è la ragione ad essere ammalata”, ha denunciato.“La fede cristiana è un’esperienza -ha concluso l’Arcivescovo di Bologna-. Non si può trasmetterla come un insegnamento. Essa riguarda tutta la persona. Non si crede solo a Dio: si crede in Dio”.








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