Giovedì 16 agosto 2018 XIX Settimana del Tempo Ordinario
di
gesuemaria
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12 Gennaio 2021
- VANGELO (Mt 18,21-19,1)
Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette. - Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette
colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose:
«Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette. Per questo, il Regno dei Cieli è
simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti,
quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado
di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e
così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza
con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e
gli condonò il debito. Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva
cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo
compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli
non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito. Visto quello
che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone
tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti
ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo
compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli
aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il Padre mio celeste farà con
voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello». Terminati questi discorsi, Gesù
lasciò la Galilea e andò nella regione della Giudea, al di là del Giordano. Parola del Signore
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Il perdono è molto difficile donarlo anche per i cristiani, rimane quasi impossibile ai non
credenti. Arrivare a perdonare è un atto che richiede un grande amore, più che il coraggio. Si
può perdonare per un tornaconto, uno dei tanti per averne vantaggi, ma a cosa serve se il cuore
rimane pieno di rancore?
Perdonare con il cuore richiede un superamento delle proprie capacità naturali.
Si entra così nella sfera soprannaturale, quella appropriata e corrispondente per riuscire a
compiere un atto d’amore superiore alle proprie forze.
Il rifiuto di perdonare è ritenuto giusto da quanti sono stati colpiti da ingiuste sofferenze,
hanno sofferto e forse hanno anche perduto la buona reputazione, denaro, amicizie, beni
materiali, ma quella che considero la più grande offesa è la diffamazione che annulla la dignità
anche dei più onesti.
Sbagliano quelli che si lasciano condizionare dalle dicerie, non sono persone sagge,
diventano creduloni senza porsi almeno questa sola domanda: ma la persona che mi racconta
diffamazioni sugli altri è credibile oppure è un serpente velenoso?
Chi semina zizzania ha i suoi scopi, ed è una persona pericolosa anche se non diffama
voi ma vuole parlar male di altri. La persona carica di questo spirito di vendetta o di
falsità è pericolosa e occorre vigilare, si deve raccontare sempre molto poco.
Chi conosce bene il Vangelo ha chiaro come diffamavano Gesù e quali persecuzioni
complottavano contro Lui. I suoi nemici non avevano requie nel cercare di eliminarlo
quantomeno socialmente, versando sulla sua Persona calunnie smisurate e progettando anche
azioni peggiori.
Molti ebrei sentivano continue diffamazioni sul Signore e si allontanavano, non Lo
cercavano più come prima, ma quale condanna si sono attirati quelli che hanno fatto
perdere quelle anime che volevano incontrare Dio e salvarsi eternamente?
Anche Padre Pio fu colpito per cinquant’anni da diffamazioni incredibili, che solo a
raccontarle sembrano barzellette. Gli hanno detto tutte le più pesanti accuse possibili, hanno
sempre cercato di allontanare i fedeli da Lui e questo compito lo svolsero animatamente anche i
suoi stessi confratelli cappuccini, tra cui il famoso vescovo di Padova Bortignon.
«Per coloro che conoscono a fondo la vita di Padre Pio, il nome di monsignor Girolamo
Bortignon, evoca ricordi tristi.
Negli Anni Cinquanta e Sessanta, l’ultimo ventennio di esistenza di Padre Pio, il vescovo di
Padova e cappuccino Bortignon fu un suo aperto e irriducibile oppositore. Trincerandosi
dietro a una conclamata prudenza e a un formalistico rispetto delle leggi, proibì, nella sua
diocesi, i Gruppi di preghiera, che giudicava “centri di fanatismo”, “conventicole di
dissidenti”, e non perse occasione per richiamare l’attenzione dei suoi fedeli sulle condanne
con le quali il Sant’Uffizio, e quindi la Chiesa, in passato, aveva colpito Padre Pio.
Condanne che, dopo tanto tempo, nessuno più ricordava e teneva in considerazione, ma che
egli, giustamente diceva: “Non sono mai state ritrattate”. Ed era vero. Il Sant’Uffizio non le
aveva mai ritrattate “formalmente”, cioè con la pubblicazione di altri decreti. Ma due Papi,
Pio XI e Pio XII, con il loro comportamento e le loro dichiarazioni avevano dimostrato che
quelle condanne erano state ingiuste ed erano da ritenersi in pratica abrogate.
Bortignon condannò, arrivando fino a comminare pene severissime, come la sospensione a
divinis per i Sacerdoti che seguivano Padre Pio.
Monsignor Bortignon viene indicato dagli storici come il vero provocatore della “seconda
persecuzione” a Padre Pio, che si concretizzò nella visita apostolica, fatta da monsignor Carlo
Maccari, per ordine di Papa Giovanni XXIII, nel 1960, e nelle condanne che ad essa
seguirono.
In quel periodo, in Vaticano giunsero molte accuse contro Padre Pio. E sarebbe stato
Bortignon a “convincere” Papa Giovanni che quelle accuse erano attendibili e che, quindi,
bisognava intervenire,“spingendo”, in questo modo, il Papa in una direzione che la storia ha
dimostrato essere stata totalmente sbagliata».
Questo breve estratto del libro “A tu per tu con Padre Pio” di Renzo Allegri, ci fa capire che
le più grandi persecuzioni dei Sacerdoti che donano e dedicano pienamente la loro vita a Dio,
arrivano soprattutto da quei prelati senza più Fede in Gesù Cristo e con molta probabilità si
sono schierati nel loggione opposto alla Santa Chiesa.
Di Gesù sappiamo che perdonò i suoi uccisori «perché non sanno quello che fanno» (Lc
23,34), ma verso i suoi accaniti persecutori non disse le stesse parole e, anche se nel suo Cuore
desiderava la loro salvezza eterna, li lasciò al destino che essi scelsero con le loro opere
velenose e corrotte.
Erano bugiardi, invidiosi e maledetti: «Via, lontano da Me, maledetti, nel fuoco eterno,
preparato per il diavolo e per i suoi angeli» (Mt 25,41).
Il mite Cuore di Gesù perdona sempre, non c’è limite alla sua bontà, sono i cattivi con i loro
comportamenti maliziosi e iniqui ad allontanarsi da Lui, ponendosi contro il Vangelo e
danneggiando con molte diffamazioni i buoni cattolici.
Il nostro perdono verso tutti non è solo un atto di umanità e generosità per evitare altre
problematiche ma che lasciano invariati i cuori nell’odio. Noi dobbiamo annullare qualsiasi
desiderio di vendetta, di rivalsa, di punizione, e anche se i fatti passati non si riescono a
dimenticare, non dovremo mai più provare tristezza o rancore pensando a determinate persone.
Possiamo concedere il pieno perdono anche solo nel nostro cuore, se riusciremo ad annullare
la vecchia mentalità e a rivestirci della Grazia di Gesù. Dio ci perdona sempre quando ci
avviciniamo pentiti alla Confessione, così dobbiamo fare noi verso chi non ci ama. Anche se
chi non ci ama non è pentito del male compiuto, noi lo stesso lo perdoniamo nel nostro cuore e
preghiamo per lui.
Perdonare chi ci ha fatto del male, poi, è come un esorcismo: i diavoli tremano per l’atto
d’amore che facciamo e perdono molto potere.
1 Ave Maria per Padre Giulio
P.S.= Vi invito a recitare questa breve preghiera per una mia intenzione.
“O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la
missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti,
perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino
da ogni male e li respingano nell’abisso. Amen”.
Atto di consacrazione personale
e di riparazione al Cuore di Gesù
O Cuore dell’amatissimo mio Gesù, Cuore adorabile e degno di tutto il mio amore, io, acceso
dal desiderio di riparare ed espiare le offese sì numerose e tanto gravi a Te fatte, ed anche per
non macchiarmi io stesso, per quanto mi è possibile, della colpa di ingratitudine, Ti offro il mio
cuore con tutti i suoi affetti, anzi Ti do e consacro tutto me stesso.
O Gesù, amore dell’anima mia, spontaneamente io offro al Tuo Cuore tutto il valore
soddisfattorio che potranno avere le preghiere, gli atti di penitenza, di umiltà, di obbedienza e di
ogni altra virtù che farò durante tutta la vita, sino all’ultimo respiro: accettali per quanto sia
poco e assai misero quello che io Ti offro.
Per la Santa Chiesa e per i Sacerdoti
O Gesù mio, ti prego per la Chiesa intera: concedile l’amore e la luce del tuo Spirito, rendi
efficaci le parole dei Sacerdoti, affinché spezzino anche i cuori più induriti e li facciano
ritornare a Te, o Signore.
Signore, dacci Sacerdoti Santi, e Tu stesso conservali nella serenità.
Fa che la potenza della tua Misericordia li accompagni dovunque e li custodisca contro le
insidie che il demonio non cessa di tendere all’anima di ogni Sacerdote. La potenza della tua
Misericordia, o Signore, distrugga tutto ciò che potrebbe offuscare la santità del Sacerdote,
perché Tu sei Onnipotente.
Ti chiedo, Gesù, di benedire con una luce speciale i Sacerdoti dai quali mi confesserò nella
mia vita. Amen.
Consacrazione dell’Italia
O Maria, Madre di Dio e Madre nostra, tu hai sempre guardato all’Italia con quello stesso
occhio di predilezione con cui l’ha guardata il tuo figlio Gesù.
Tu hai voluto questa terra disseminata dei tuoi Santuari.
Te la consegniamo, questa nostra Patria: sia sempre tua e del tuo Figlio; custodiscila.
Sia pura la Fede, siano buoni i costumi, siano ordinate le famiglie, sia cristiana la scuola; e
regni la giusta pace tra tutti.
Che questa Italia continui a svolgere e compia sempre meglio la sua missione: di essere
centro vivo ed operante di civiltà cristiana.
Sostieni l’apostolato per Gesù e Maria. Aiuta con donazioni la diffusione del Vangelo, la
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manifestazione di vicinanza e di Fede. Diventa anche tu difensore dell’unica Chiesa fondata da
Gesù. “Dai loro frutti li riconoscerete” (Mt 7,16).
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