Domenica 21 settembre 2014 XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
di
gesuemaria
·
13 Gennaio 2021
- VANGELO (Mt 20,1-16)
Sei invidioso perché io sono buono? - Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il Regno dei Cieli è simile a un padrone di casa
che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno
e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati,
e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo
verso mezzogiorno e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha
presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”. Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e dai loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro
il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”. Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio
torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a
quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”. Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi». Parola del Signore
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Gli operai della vigna che si lamentano con il padrone per i soldi dati a quelli che in realtà hanno fatto poco,
manifesta un vizio annidato bene anche nelle belle parole e nei complimenti non sinceri. L’invidia è causa molto spesso di diffamazioni e persecuzioni dolorosissime, non solo per chi le riceve, anche chi le fomenta vive il
suo tormento interiore e trova nella cattiveria la valvola di sfogo.
Oltre a questo appunto, Gesù rimprovera gli operai della prima ora anche per la loro inquietudine sulla bontà
del padrone, essi lo vogliono severo con gli ultimi operai, più insensibile e senza cuore. Non deve premiarli,
questo è lo scopo degli operai davvero senza cuore, non deve fare loro del bene. Lo consigliano ad agire come
programmano loro, senza pietà e ingiustamente.
È vero che hanno svolto lo stesso tipo di lavoro, come è vero che i primi hanno lavorato molte più ore, ma
perché questi si interessano degli operai che hanno lavorato di meno? Non è stata una loro scelta ma il padrone
li ha chiamati all’ultima ora. Non può il padrone chiamare quando vuole e a chi vuole?
Il cuore cattivo non accetta che gli altri ricevano aiuti, ne soffre e con parole insinuanti cerca di ridicolizzare i buoni.
Mi vengono in mente alcune parole di Gesù e che trascrivo con amarezza, è indubbio che Lui oggi si rivolge
ai Consacrati distaccati dal suo Cuore, indolenti nel compiere la sua volontà: “Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il Regno dei Cieli davanti alla gente; di fatto non entrate voi, e non lasciate entrare nemmeno
quelli che vogliono entrare” (Mt 23,13).
Purtroppo, questo avviene molto spesso quando si insegnano dottrine moderniste, teorie inventate e opposte
ai Comandamenti, nel comportamento poco edificante che allontana molti cristiani dalla Chiesa. Oppure quando le Chiese rimangono chiude quasi tutto il giorno, quando non c’è la disponibilità ad ascoltare le confessioni e
a spezzare le catene dei peccati, riducendo la forza dei diavoli e ridicolizzandoli; quando non si parla nelle circostanze opportune come l’omelia e le catechesi, la vera dottrina della Chiesa Cattolica.
Ci sono altre ragioni che tendono ad impedire la salvezza ai credenti, spesso è presente anche l’invidia. Un
Consacrato può irrigidirsi e provare indifferenza o invidia, anche dinanzi alla persona meno istruita ed emarginata, ma grande nella Fede davanti a Gesù.
In tutti i settori della vita ci sono persone che istigano il padrone a non comportarsi secondo coscienza
e a non rispettare i buoni.
Gli operai della prima ora non hanno alcun titolo per lamentarsi, il padrone ha mantenuto la parola e ha dato
ad essi quanto promesso. Sorge un dubbio: sono stati fin troppo disponibili i primi operai o furbi quelli dell’ultima ora?
Quelli della prima ora scelgono di lavorare con impegno, forse anche con interesse, ma senza cuore. Infatti si
lamentano con il padrone perché è buono con quanti lavorano una sola ora. C’è impegno, interesse ma non c’è il
cuore. Non assomigliano a molti cristiani che si danno da fare nella Chiesa senza concludere nulla? O, addirittura, creano situazioni dannose per gli altri?
Gli operai dell’ultima ora non li identifico necessariamente come buoni, sicuramente hanno colto al volo l’offerta del padrone di lavorare poche ore e di guadagnare la stessa paga di una giornata. Ma non avevano voglia
di andare la mattina insieme agli altri?
Sappiamo che nessuno li ha chiamati, nessuno oggi ha parlato di Gesù a molte persone che attendono la
chiamata per convertirsi.
Leggiamo come rispondono al padrone dopo averli chiamati: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza
far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Quasi 6 miliardi di persone oggi non frequentano la Chiesa Cattolica anche perché nessuno li chiama, né li invita a pregare insieme, a conoscere l’Amore di Gesù, a fare l’esperienza del Signore.
Soprattutto, sono poche le anime buone che pregano per la conversione dei peccatori. Quasi tutti pregano per i loro problemi.
Ecco perché da anni vi ho indicato la recita del Santo Rosario alle 16 e alle 21 secondo le intenzioni della
Madonna!
Noi dobbiamo pregare per gli operai dell’ultima ora, perché non perdano l’occasione di incontrare qualcuno
che li inviti a lavorare nella Vigna del Signore. Per lavoro si intende la conversione e la presenza nella Chiesa,
lo sforzo spirituale per sé e in tutta la loro vita.
Ci sono molti peccatori che si pentono in tarda età e davanti a Dio guadagnano più meriti in poco tempo di
altri, che per quaranta o cinquant’anni hanno lavorato e pregato forse con poche buone disposizioni interiori.
Non è determinante allora quanto si lavora nella Casa di Dio, ma come si lavora, con che cuore e amore!
Gesù può chiamare alla conversione a qualsiasi ora: all’alba, alle nove, a mezzogiorno, alle tre o alle cinque.
Non è però una sua scelta, chiama quando trova la disponibilità nei peccatori ad intendere il richiamo di Dio, e
spesso questo si percepisce nella sofferenza. Gesù vuole trovare uno spiraglio per introdurre il suo Amore e
toccare il cuore dei peccatori.
Gesù vuole salvare tutti ma non fa alcuna violenza, lascia liberi ed invia illuminazioni a tutti, e quelli dell’ultima ora sono ben accolti!
1 Ave Maria per Padre Giulio
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“Dai loro frutti li riconoscerete” (Mt 7,16).
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