Lunedì 15 settembre 2014 24ª Settimana del Tempo Ordinario Beata Vergine Maria Addolorata

  • VANGELO (Gv 19,25-27)
    Ecco tuo figlio! Ecco tua Madre!
  • Dal Vangelo secondo Giovanni
    In quel tempo, stavano presso la Croce di Gesù sua Madre, la sorella di sua Madre, Maria madre di Clèopa e
    Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la Madre e accanto a Lei il discepolo che egli amava, disse alla Madre:
    «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua Madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con
    sé. Parola del Signore
    Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
    La Madre dei dolori in questi tempi è in piena apprensione per le sorti dell’umanità, non lo rileviamo dai falsi
    messaggi che circolano da moltissime parti, è sufficiente ricordare le sue lacrime a Siracusa nel lontano 1953,
    quando per alcuni giorni un quadretto di gesso raffigurante il Cuore Immacolato di Maria, versò copiose lacrime, le quali suscitarono una grande tensione in tutto il mondo perché era un segno di dolore e di brutte premonizioni.
    «Raccontiamo in breve ciò che accadde. Il 29-30-31 agosto e il 1° Settembre del 1953, un quadretto di gesso, raffigurante il Cuore Immacolato di Maria, posto come capezzale di un letto matrimoniale, nella casa di
    una giovane coppia di sposi, Angelo Iannuso e Antonina Giusto, in via degli Orti di S. Giorgio, 11, ha versato
    lacrime umane.
    La signora Antonina era in attesa del primo bambino, ma la gravidanza però si presentava difficile, al punto
    che a volte le procurava l’abbassamento della vista; il 29 agosto verso le 3 di notte, quel disturbo si acuì a tal
    punto, da renderla completamente priva di vista. Lo scoraggiamento fu totale, procurandole molta sofferenza,
    ma inaspettatamente verso le 8,30 del mattino, la vista tornò come prima e alzando lo sguardo verso il quadretto di gesso attaccato a capo del letto, incredula e meravigliata vide grosse lacrime scendere sul viso della
    Madonnina.
    Immediatamente richiamò l’attenzione del marito gridando: “La Madonnina piange”. Come era da aspettarselo, la notizia si sparse velocemente in tutta Siracusa e da lì nel mondo, suscitando enorme scalpore; la casa dei coniugi Iannuso si trasformò in meta di pellegrinaggio, che le foto dell’epoca documentano, perché tutti
    volevano vedere la “Madonnina che piange”.
    Il fenomeno si verificò, ad intervalli più o meno lunghi, sia all’interno che all’esterno della casa. Molte furono le persone che videro con i propri occhi, toccarono con le proprie mani, raccolsero e assaggiarono la salsedine di quelle lacrime.
    Il quadretto era un mezzo busto di gesso, raffigurante il Cuore Immacolato di Maria ed era un regalo di
    nozze, ricevuto dai giovani sposi. La misteriosa lacrimazione si protrasse a più riprese dal 29 agosto al 1° settembre; l’atteggiamento della Chiesa in questo frangente, fu di opportuna prudenza; il parroco di allora don
    Giuseppe Bruno, con il permesso della Curia arcivescovile di Siracusa, si recò il 1° settembre verso le 11 in
    casa Iannuso, con alcuni dottori del Laboratorio di Igiene e Profilassi della Provincia.
    Questi esperti, tra cui il dottor Michele Cassola, dichiaratamente ateo, e che in seguito presiederà la Commissione scientifica, una volta sul luogo, divennero testimoni oculari della lacrimazione; gli occhi di Maria si
    manifestarono gonfi di lacrime come di una persona presa da forte emozione, che presero a scendere rigando il delicato volto, andando a raccogliersi nel cavo della mano.
    Anche se alcuni presenti riuscirono ad assorbire con del cotone qualche lacrima, come già nei giorni precedenti, i chimici con la loro provetta, riuscirono ugualmente a raccoglierne una parte di circa un centimetro cubo.
    Dopo questo prelievo la Madonna non pianse più; quasi aspettasse questa raccolta ufficiale. Il quadro fu
    poi nei giorni seguenti sottoposto all’esame di una Commissione scientifica, che ne diede un’ampia relazione;
    riportiamo solo alcuni punti salienti; la parte di apparente maiolica dell’effige della Vergine, fu staccata dal
    vetro nero di supporto e si poté constatare che era costituita da uno spessore di gesso da 1 a 2 cm circa e che
    al momento dell’esame era completamente asciutta.
    Poi il liquido raccolto venne sottoposto ad una serie di analisi chimico-fisico-biologiche, che confrontate
    con il secreto lacrimale di un adulto e di un bambino di due anni e sette mesi, facevano riscontrare la stessa
    composizione e le stesse sostanze escretorie del tipo di lacrime umane; la relazione porta la firma dei componenti e dello stesso presidente della Commissione, dottor Cassola, il quale pur essendo ateo e non credente,
    non sapeva spiegarsi scientificamente il fenomeno; la data è del 9 settembre 1953. In seguito il dottor Cassola,
    ateo dichiarato, si convertì.
    Dopo la pubblicazione di questo documento, tre mesi dopo, il 12 dicembre 1953, l’episcopato della Sicilia,
    unanimemente dichiarò autentica e senza dubbio la lacrimazione prodigiosa. Un anno dopo Papa Pio XII, il 17
    ottobre 1954 diffuse nel mondo un radiomessaggio, dicendo tra l’altro: “Comprenderanno gli uomini
    l’arcano linguaggio di quelle lacrime? Oh, le lacrime di Maria!” (da Santi e Beati).
    I suoi dolori la Madre dell’umanità intera, cominciò a manifestarli ai due bambini di La Salette il 19 settembre 1846, apparizione fortissima per le profezie pronunciate, e per questo molti buontemponi hanno sempre
    cercato di minimizzarla e spesso di annullarla con accuse vaghe e stupide.
    A La Salette disse parole terribili sulla vita dissipata dai francesi senza risparmiare tutte quelle Nazioni che
    già si allontanavano da Dio per cadere nella instabilità, volubilità, incoerenza. Quello che era considerato un
    segreto da rivelare comunque al Vescovo, tra le altre profezie afferma: “Roma perderà la Fede…”.
    Intendeva la Chiesa in generale ma la caduta di Cardinali e Prelati oltre che fragorosa, si trascina dietro milioni e milioni di fedeli.
    Poi venne Lourdes nel 1854 e Fatima nel 1917, soprattutto qui rivelò i tre segreti, chiedendo di non svelare il
    terzo, se non in futuro dietro una sua comunicazione. Sul terzo segreto di Fatima non voglio addentrarmi adesso, lo farò probabilmente più avanti per dare una spiegazione e non per contraddire quanto viene scritto di impreciso da autori cattolici, che non si scostano da posizioni univoche, accettando solamente la loro interpretazione.
    Nelle parole precedenti in effetti ho già dato una valutazione personale, però non voglio correggere ma spiegarvi qualcosa che sfugge in giro, proprio sul terzo segreto. Per comprendere meglio il segreto, bisogna raccogliere le testimonianze autentiche che prima del 1960 testimoniavano la gravità del segreto di Fatima.
    Importantissima è quella del Cardinale Mario Ciappi morto nel 1996, egli fu il teologo pontificio personale
    di Papa Giovanni Paolo II.
    In una conversazione privata al Professor Baumgartner, a Salisburgo, il Cardinale Ciappi rivelò che:
    “Nel Terzo Segreto viene predetto, tra le altre cose, che la grande apostasia della Chiesa avrà inizio al suo
    vertice”.
    Secondo il Diritto Canonico apostasia è il ripudio totale della Fede cristiana. I sinonimi sono abiura, abbandono, rinnegamento, tradimento.
    Non ha molti motivi oggi la Madonna per piangere lacrime di sangue?
    Nel 1953 a Siracusa erano lacrime di pianto, da alcuni decenni si sono trasformate in lacrime di sangue, a
    motivo della irrimediabilità della corruzione presente capillarmente in tutto il mondo, anche nella Chiesa di suo
    Figlio, stabilita per raccogliere l’umanità dispersa e distrutta moralmente, per far conoscere la Via della vera Vita e portare la salvezza eterna in ogni cuore.
    Veniamo al Vangelo di oggi. Le edizioni precedenti della Bibbia inserivano due articoli nelle due frasi dette
    da Gesù morente, dopo l’ultima edizione della traduzione della Bibbia non sono più presenti.
    «Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna,
    ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo La prese nella sua casa”» Gv 19,26-27).
    Nella grammatica italiana si fa uso dell’articolo determinativo per indicare, attraverso il nome che accompagna, qualcosa di preciso; è adoperato per specificare nomi comuni, concreti o astratti, aggettivi, pronomi, e accompagnano, in alcuni casi, descrizioni fisiche.
    Giovanni Paolo II nelle sue catechesi inseriva i due articoli, è la spiegazione teologica a richiederli per chiarire la ragione dell’affidamento della Madre a Giovanni e non ai parenti più stretti, i quali erano innamorati di
    Gesù e di sua Madre.
    È chiaro che Gesù non voleva lasciare sola sua Madre, la suo posto Le lascia come figlio il discepolo prediletto, ma in realtà Gesù affida alla Madre una nuova Maternità e Le dice che sarà suo figlio. In questo affidamento c’è una grande solennità, sono parole quasi sacramentali perché al di sopra delle relazioni familiari, l’affidamento và considerato nella prospettiva dell’opera della salvezza.
    Maria come Madre è stata impegnata pienamente con il Figlio nella missione Redentrice.
    Il gesto filiale carico di valore messianico, và oltre la persona di Giovanni, il prediletto, indicato da Gesù
    come figlio di Maria. Gesù dà una nuova figliolanza alla Madre, molto più numerosa di tutti gli ebrei viventi a
    quel tempo.
    Chiede alla Madre ed istituisce in Lei una Maternità che abbraccia ogni suo discepolo di allora e di
    tutti i tempi.
    Giovanni non è un figlio qualunque, ma il figlio, perché il Redentore assegna alla Corredentrice un ruolo di
    nuova Maternità in rapporto a tutti gli uomini, chiamati a far parte della Chiesa. Dalla Croce Gesù costituisce
    sua Madre come Madre della Chiesa. La consacra tale, e non ci sono dubbi per i credenti sinceri.
    Nel dono fatto a Giovanni e in lui, ai seguaci di Gesù e a tutti gli uomini, c’è il completamento del dono fatto
    da Gesù al mondo con la sua atroce morte in Croce. La Madonna accoglie, accetta tutto quello che il Figlio pronuncia, e qui abbiamo il prolungamento incondizionato del “Sì”, già detto nell’Annunciazione.
    Questo spiega la santità impareggiabile della Madonna, tanto da sfiorare l’infinito. Come non pregare
    di continuo la Madre?
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