Mercoledì 24 settembre 2014 25ª Settimana del Tempo Ordinario

  • VANGELO (Lc 9,1-6)
    Li mandò ad annunciare il Regno di Dio e a guarire gli infermi.
  • Dal Vangelo secondo Luca
    In quel tempo, Gesù convocò i Dodici e diede loro forza e potere su tutti i demoni e di guarire le malattie. E
    li mandò ad annunciare il Regno di Dio e a guarire gli infermi. Disse loro: «Non prendete nulla per il viaggio,
    né bastone, né sacca, né pane, né denaro, e non portatevi due tuniche. In qualunque casa entriate, rimanete là, e
    di là poi ripartite. Quanto a coloro che non vi accolgono, uscite dalla loro città e scuotete la polvere dai vostri
    piedi come testimonianza contro di loro». Allora essi uscirono e giravano di villaggio in villaggio, ovunque annunciando la buona notizia e operando guarigioni. Parola del Signore
    Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
    Questa investitura la indico come uno dei primi doni dello Spirito Santo che Gesù riversa sugli Apostoli, essi
    si trovano ancora in uno stato di meraviglia, che indica oltre la bellezza di quanto vivono, anche l’incapacità di
    comprendere la forte esperienza accanto a Dio.
    Ho già scritto molte volte che i Dodici meritano molta comprensione, l’incontro con Gesù li ha stravolti e solo la Grazia di Dio permette una docilità che si interroga di contino e tra loro le domande sono più dei loro respiri. Capiscono e poi dimenticano, vedono e non memorizzano, si convincono degli insegnamenti di Gesù e alla prima occasione cadono nel dubbio.
    Il dubbio, l’Apostolo Tommaso se lo porterà fino a dopo la Risurrezione del Signore, un altro, Giuda si impicca e tutti scappano quando le guardie trovano Gesù nel Getsemani. Tranne alcuni, voglio evidenziare il
    grande amore umano che portavano a Gesù, perché non potevano non amarlo e adorarlo.
    Ricordo la risposta data dalle guardie tornate senza Gesù mentre avevano ricevuto l’ordine di arrestarlo: «Le
    guardie tornarono quindi dai sommi sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: “Perché non Lo avete condotto?”. Risposero le guardie: “Mai un uomo ha parlato come parla quest’Uomo!”. Ma i farisei replicarono loro: “Forse vi siete lasciati ingannare anche voi?”» (Gv 7,45-47).
    L’amore umano degli Apostoli nei confronti del Maestro è accertato dalla loro docilità, anche Giuda è affascinato da Gesù ma non è vigilante e poi si lascerà imbrogliare da satana. L’amore umano non è solo quello passionale, rivolto soprattutto ai familiari e ai parenti, c’è l’amore umano che si forma apprezzando le qualità di una
    persona, qualità morali elevate accompagnate da un linguaggio equilibrato, coerente, spirituale.
    Gli Apostoli portano un grande amore umano verso Gesù, ma deve elevarsi al di sopra della passionalità e
    sarà la Pentecoste a trasformarli e trasfigurarli anche per la loro mansuetudine nel rimanere nel Cenacolo insieme alla Madre.
    Ella ha avuto il compito di formarli spiritualmente come formò Gesù fisicamente. In tutte e due le circostanze la Madonna si rese disponibile come Regina dell’Universo, per tutti i doni ricevuti dalla Trinità.
    Il passaggio dall’amore umano a quello spirituale è stato graduale negli Apostoli, questo avviene in tutti i
    credenti e non bisogna mai mettere premura a chi cammina lento o ha tempi lunghi e non arrivano presto a conoscere le meraviglie di Dio.
    I Sacerdoti devono rispettare i tempi della crescita di ogni credente, non è mai utile caricarli di pesi eccessivi, invece è indifferenza disinteressarsi della crescita spirituale di tutti i parrocchiani o delle anime che si seguono.
    Cosa può fare di meglio un Sacerdote se non donare la sua vita, il suo tempo, i suoi interessi per la
    causa del Vangelo?
    Il migliore consiglio da dare alle persone che iniziano il cammino di Fede, è la conoscenza dell’Uomo Gesù.
    Dalle sue parole e dai suoi miracoli si arriva a comprendere che è Dio, non può non essere Dio.
    Il Vangelo rimane la migliore lettura della nostra vita, è la guida per non sbagliare direzione e osservandolo
    ci permette di ricevere innumerevoli Grazie e anche grandi miracoli. D’altronde come si arriva al discernimento? Forse solo con le preghiere, magari ripetute meccanicamente? Sono le opere che illuminano la Fede, opere
    che ci vengono facilitate dallo Spirito di Dio se Lo adoriamo e chiediamo aiuti in ogni circostanza della nostra
    vita.
    Non iniziate mai nulla senza prima avere pregato! Se l’opera da svolgere o un impegno o un incontro è difficile, pregate di più. Pregate più dell’esigenza richiesta da quanto dovrete fare. Pregate perché Gesù ci dà il senso
    della vita e l’equilibrio insostituibile, ci illumina e ci permette di vedere la realtà con i suoi occhi, con il suo Spirito.
    Prendete la Corona del Rosario e ripetete quell’Ave che fece tremare l’inferno e che continua a terrorizzare tutti i diavoli.
    Soprattutto dinanzi alle moltissime apparizioni siate prudenti, sono poche quelle autentiche e ci sono valutazioni da fare prima di aderire a qualche pellegrinaggio. Non correte dove magari vi chiama satana, pregate molto e chiedete a Gesù Eucaristia davanti al Tabernacolo di farvi comprendere la verità. Ma non andate lì con la
    risposta già confezionata, spogliatevi delle opinioni infondate e schiacciate l’immaginazione che falsa tutto.
    Chiedete a Gesù Eucaristia di illuminarvi e di guidarvi verso la sua Verità, per compiere le scelte che
    vuole Lui e non l’uomo.
    1 Ave Maria per Padre Giulio
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    “Dai loro frutti li riconoscerete” (Mt 7,16)

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