Sabato 17 maggio 2014 4ª Settimana di Pasqua
di
gesuemaria
·
14 Gennaio 2021
- VANGELO (Gv 14,7-14)
Chi ha visto me, ha visto il Padre. - Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da
ora Lo conoscete e Lo avete veduto». Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come
puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che Io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che Io vi dico,
non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: Io sono nel Padre e
il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse. In verità, in verità Io vi dico: chi crede in me,
anch’egli compirà le opere che Io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché Io vado al Padre. E qualunque cosa chiederete nel mio Nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio Nome, Io la farò. Parola del Signore
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Il Vangelo di oggi insieme a quello di ieri formano quello di domani, V Domenica di Pasqua. In questo di
oggi troviamo gli ultimi due versetti non presenti domani e li spiego in questo commento. Il mancato inserimento vuole privilegiare il lungo discorso sulla relazione tra Gesù e il Padre, un po’ articolato ma bello, replicato
più volte ma mai monotono. Ho spiegato che la preoccupazione di Gesù nelle ultime ore di vita, si concentra su
questo aspetto assolutamente determinante e che riguarda Lui e il Padre.
Passo a spiegare i due versetti che non troviamo domani: “E qualunque cosa chiederete nel mio Nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio Nome, Io la farò”.
È una promessa di Gesù, un modo per convincere gli attenti Apostoli, che Lui si impegna a dare tutto
quanto chiederanno.
Non mette limite alle loro richieste, è disponibile a donare tutto a condizione che abbiano Fede in Lui. I miracoli avvengono quando è presente una Fede forte insieme ad una vita coerente. È un vero giuramento di Gesù
sulla parola data, un patto che sigla con loro che rappresentano in questa circostanza tutti i cristiani.
“Qualunque cosa chiederete nel mio Nome, la farò”. Quando chiedete una Grazia ricordatelo a Gesù che ha
fatto questa promessa, non per richiamarlo all’impegno, Lui non ha bisogno di questo, si ripete questa frase per
costringerlo amabilmente a concedere quanto viene chiesto.
Le Grazie si strappano, lo dicevano i Santi che intercedevano per tantissime anime. Ricordo San Giovanni
Bosco e San Pio da Pietrelcina.
Le Grazie si ottengono per l’insistenza che si pone, ed è l’insistenza a svelare sia la fiducia in Gesù sia la necessità di quanto si chiede: guarigione, liberazione, pace in famiglia, lavoro, conversioni, discernimento, ecc.
Se non c’è vera fiducia in Gesù non si prega con insistenza, anche se può esserci davvero una necessità impellente. Alle volte però qualcuno ha una necessità e prega Gesù con insistenza pur non avendo una fede forte,
in questo caso la Grazia difficilmente arriverà. Prega per l’angoscia? Può darsi, comunque è sempre preferibile
pregare che allontanarsi ancora di più da Dio.
Nei due versetti alla fine del Vangelo di oggi ma non di domani, Gesù ripete per ben due volte la stessa promessa, “qualunque cosa chiederete nel mio Nome, la farò. (…) Se mi chiederete qualche cosa nel mio Nome, Io
la farò”.
È una ripetizione per imprimere nei cuori degli undici Apostoli una Verità da non dimenticare mai. Gesù è
sempre presente.
La necessità dell’insistenza la spiega con una parabola interessante:
«Disse loro una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi: “C’era in una città un giudice,
che non temeva Dio e non aveva riguardo per nessuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da
lui e gli diceva: Fammi giustizia contro il mio avversario. Per un certo tempo egli non volle; ma poi disse tra
sé: Anche se non temo Dio e non ho rispetto di nessuno, poiché questa vedova è così molesta le farò giustizia,
perché non venga continuamente a importunarmi”. E il Signore soggiunse: “Avete udito ciò che dice il giudice
disonesto. E Dio non farà giustizia ai suoi eletti che gridano giorno e notte verso di Lui, e li farà a lungo aspettare? Vi dico che farà loro giustizia prontamente”» ( Lc 18,1-8).
La parabola spiega l’interesse e la premura di Gesù nel concedere le Grazie. Il giudice disonesto aiuta
la vedova, quanto più Dio!
Le promesse degli uomini non sempre si concretizzano, alle volte sono soltanto parole… Nessuno si è mai
potuto impegnare come Gesù, nessuno è in grado di compiere ciò che non può, solo Gesù continua a donare da
duemila anni incalcolabili Grazie a tutti coloro che chiedono, pregano, vivono virtuosamente e compiono la sua
volontà.
“Chi crede in me, anch’egli compirà le opere che Io compio e ne compirà di più grandi di queste”. I Santi
sono solo intercessori e chiedono nel Nome di Gesù, devono agire con molta Fede, mentre il Signore non necessita della Fede nel concedere le Grazie. I Santi devono compiere qualcosa che Gesù non compie perché è
Dio, per questo l’opera dei Santi è più grande, per la Fede che vi pongono.
“Qualunque cosa chiederete nel mio Nome, la farò”.
1 Ave Maria per Padre Giulio
SOSTIENI L’APOSTOLATO PER GESÙ E MARIA. Aiuta con donazioni la diffusione del Vangelo, la Parola di
Vita che salva le anime e guarisce le malattie. Il nostro apostolato è vastissimo e non abbiamo fini di lucro,
abbiamo bisogno di offerte per sostenere tutte le spese. Aiutaci a continuarlo secondo il Cuore di Gesù. Il nostro forte impegno vuole far conoscere Gesù ovunque e diffondere la vera devozione alla Madonna. Vogliamo
diffondere e difendere la sana dottrina della Chiesa. Il vostro contributo economico è un segno di stima e di
amore, manifestazione di vicinanza e di Fede. Diventa anche tu difensore dell’unica Chiesa fondata da Gesù.
“Dai loro frutti li riconoscerete” (Mt 7,16).
RICHIESTA DI PREGHIERE