Sabato 6 giugno 2020 IX Settimana del Tempo Ordinario
di
gesuemaria
·
14 Gennaio 2021
- VANGELO (Mc 12,38-44)
Questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. - Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù nel Tempio diceva alla folla nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli
scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi
nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo
per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa». Seduto di fronte al tesoro,
osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una
vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo. Allora, chiamati a sé i suoi discepoli,
disse loro: «In verità Io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli
altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha
gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere». Parola del Signore
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
La strategia molto riuscita di quanti governano il mondo mira innanzitutto a far dimenticare
Dio, la Religione, che l’uomo è anche anima ed è la parte spirituale più nobile del corpo.
L’essenza della persona umana è stata spostata all’esterno di essa, anche se effettivamente
l’essenza si rivela come sostanza e fondamento di ciò che si è, nelle opere.
Non sono le parole che definiscono realmente la persona, con le parole si incensa e si esalta
sia chi parla che gli altri con cui si dialoga.
La gravità del momento attuale è l’inabissamento nell’apparenza, distogliendo ogni interesse
verso l’essenza e la sostanza della persona non è fatta dell’idea come la intendeva Platone, c’è
in essa quasi sempre solo l’opinione.
Mancano le certezze e aumentano le paure, anche per l’astuta opera dei malvagi che
intendono isolare tutti, incutere paura e terrore, per poi assoggettarli interamente. L’isolamento
forzato e falsato da molte menzogne di questi mesi è stato un esperimento, ha prodotto grandi
paure negli italiani e le loro sofferenze sono aumentate non per colpa loro.
L’essenza è ciò che costituisce la natura, la sostanza propria e permanente di una cosa,
mentre l’apparenza è la forma, l’esteriorità che si modella secondo le circostanze e si
mostra molto spesso nelle sembianze più differenti per i vantaggi predeterminati da chi
combatte il Cristianesimo o ha perduto l’identità cristiana.
Il seguace di Cristo non adora gli idoli. C’è da vigilare e lo ricorda Gesù, senza la preghiera
diventa quasi inevitabile concentrarsi su quanto segue il mondo senza Dio. L’abbandono della
vita spirituale causa confusioni, smarrimenti e l’accecamento intellettuale.
I personaggi famosi tremano quando pensano di dover abbandonare il ruolo ricoperto bene o
male, ruoli artistici o politici che hanno procurato sostenitori e ammiratrici, hanno permesso di
ricevere lodi e hanno aperto porte che dovevano rimanere sbarrate.
La mancanza di Dio causa ad essi un’acuta forma di angoscia, la mancanza di capacità di
sopportare e vivere con distacco il ruolo ricoperto.
L’apparenza conduce alla vanagloria, ad una vita non vissuta ma accettata con la convinzione
di fare tutto benissimo e di essere i migliori.
La vera vita non è il privilegio momentaneo, questo è solo un mezzo. Quanti stanno con Dio
ed esercitano un potere si ricordano dei poveri e degli ammalati, e Dio benedice tantissime
volte anche una sola piccola buona opera verso chi si trova in difficoltà.
Mentre molti potenti sbatteranno le loro teste contro i muri e terrorizzati si troveranno
dinanzi a situazioni imprevedibili e nessun potere né tutto il denaro del mondo potranno dare
salvezza e la forza per resistere. Questo è il tempo dell’Apocalisse, l’ho scritto più volte e i
segni sono evidenti. Si realizzeranno i terribili sette castighi preannunciati nell’Apocalisse.
«Quando l’Agnello aprì il sesto sigillo, vidi che vi fu un violento terremoto. Il sole divenne
nero come sacco di crine, la luna diventò tutta simile al sangue, le stelle del cielo si
abbatterono sopra la terra, come quando un fico, sbattuto dalla bufera, lascia cadere i fichi
immaturi. Il cielo si ritirò come un volume che si arrotola e tutti i monti e le isole furono smossi
dal loro posto.
Allora i re della terra e i grandi, i capitani, i ricchi e i potenti, e infine ogni uomo, schiavo o
libero, si nascosero tutti nelle caverne e fra le rupi dei monti; e dicevano ai monti e alle rupi:
Cadete sopra di noi e nascondeteci dalla faccia di Colui che siede sul trono e dall’ira
dell’Agnello, perché è venuto il gran giorno della loro ira, e chi vi può resistere?» (Ap, 6,12-
17).
Il Vangelo di oggi ci dice che dobbiamo agire nella verità, non come facevano gli scribi, in
questo modo si perde il controllo della volontà.
Per noi cristiani la ricerca della stima degli altri deve avvenire senza finzione, senza
ipocrisia, senza comportamenti subdoli. Se gli altri ci stimano per la vita onesta che
conduciamo, per la coerenza, l’amicizia autentica, la pazienza amorevole, và benissimo.
Non sono le lodi e magari i falsi complimenti a renderci migliori, è la nostra vita onesta,
buona e piena di carità.
La società è imbevuta di superbia ed egoismo, noi dobbiamo essere luci che brillano nelle
tenebre. Luci che emanano bontà e verità.
Gesù esalta la vedova povera per le due monetine donate al Tempio. Ha fatto quanto ha
potuto ma lo ha fatto con amore. Questo conta davanti a Dio. Gesù viene attratto dall’umiltà
del cristiano, dalla sua bontà e dalle opere di carità verso i poveri e le necessità dell’apostolato
per diffondere il suo Vangelo.
1 Ave Maria per Padre Giulio
P.S.= Vi invito a recitare questa breve preghiera per una mia intenzione.
“O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la
missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti,
perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino
da ogni male e li respingano nell’abisso. Amen”.
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