Domenica 13 ottobre 2013 XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
di
gesuemaria
·
15 Gennaio 2021
- VANGELO (Lc 17,11-19)
Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero. - Dal Vangelo secondo Luca
Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samarìa e la Galilea. Entrando in un villaggio,
gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono guariti. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù,
ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati guariti dieci? E gli altri
nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo
straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!». Parola del Signore
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Il tema centrale non è la guarigione dei lebbrosi, Gesù mostra l’assoluta necessità da parte dei miracolati di
ringraziare Dio. Chi di noi non è stato miracolato in qualche modo da Gesù? Non sempre però ci siamo ricordati di ringraziare con le parole riconoscenti e con gesti spirituali appropriati, per gli aiuti che nessun uomo è capace di dare. Ringraziare per avere ricevuto benefici non è però una categoria amata dagli esseri umani.
È famoso il detto: “Fai del bene e dimentica”, io aggiungo che tanto se lo dimentica anche il beneficiato…
Il detto continua: “… fai del male e ricorda”, questo è opportuno pensarlo sempre.
Questo perchè i più perfidi nemici diventano quelli che hanno ricevuto aiuti, avviene tra parenti, al lavoro, in
politica, un pò ovunque. È davvero difficile per molti riconoscere i grandi aiuti ricevuti, la migliore condizione
di vita che conducono grazie agli aiuti, il superamento di periodi brutti grazie al parente o all’amico.
I veri amici sono sempre pochi, voi farete senz’altro esperienza, tra i cristiani c’è riconoscenza se si vive una buona spiritualità.
Un altro detto afferma: “Dagli amici mi guardi Dio che dai nemici mi guardo io”. È abbastanza pessimista
questa frase ma forse pertinente in molti casi, chi la ripete avrà avuto i suoi problemi. Ma qui la gratitudine non
c’entra, vediamo di conoscere alcune frasi che esprimono riconoscenza per avere ricevuto un aiuto o una cortesia, per poi meditare la riconoscenza che noi dobbiamo avere verso Gesù. Queste sono frasi correnti, utilizzate
un pò ovunque. - Accetta questo piccolo pensiero per esprimerti tutta la mia gratitudine.
- Grazie per averci appoggiato in un momento tanto difficile, siamo a disposizione per ogni futura evenienza.
- I più vivi ringraziamenti per l’opera prestata presso di noi, con l’augurio di una proficua e duratura carriera.
- Un grande ringraziamento e infinita riconoscenza per ciò che ha fatto per noi.
- Ci è gradita l’occasione per porgere infiniti ringraziamenti.
- Vogliate gradire l’espressione sincera, della nostra riconoscenza.
- Un grazie infinito per il gradito pensiero. Ringraziando per il gentile pensiero, auguro a Lei e alla sua famiglia ogni bene.
- Riconoscendo e apprezzando ciò che avete fatto per me, vogliate gradire questo pensiero.
- Un piccolo pensiero per un grande favore.
- Ringraziandoti, ti rinnovo la mia più sincera stima.
- Non smetterò mai di ringraziarvi, per ciò che mi avete dimostrato.
- Vogliate gradire questo piccolo dono, in segno della grande sensibilità dimostrataci.
- Riconoscendo la tua grande pazienza, ti ringrazio con tutto il cuore.
- Riconosciamo che senza di Lei, il contratto non si sarebbe concluso.
- Ringraziando, vogliate gradire anche le nostre più vive congratulazioni.
- Ammetto che se non ci fossi stato tu l’affare non si sarebbe concluso. Ringraziandoti, rinnovo la stima.
- Sei stato, a dir poco, fenomenale. Ti ringrazio per il tuo inappellabile intervento.
- Grazie di prenderti cura di me. Un saluto e un grazie sincero, da coloro che ti ammirano per i grandi sacrifici che sempre fai.
- Con immensa gratitudine.
- Ringraziamenti e ossequi.
- Per la sensibilità dimostrataci, sentitamente ringraziamo.
- Questi fiori si uniscano alla nostra riconoscenza.
- La vostra attenzione nei nostri riguardi ci lusinga. Un grazie sincero.
- Ringraziando sinceramente per l’ospitalità dimostrataci, vogliate gradire questo modesto omaggio.
- La permanenza nella vostra accogliente casa, rimarrà indimenticabile. Grazie di tutto!
- Possiamo veramente confermare che per voi l’ospitalità è sacra. Siete stati ineguagliabili.
- Nella speranza di poter un giorno contraccambiare, ringraziamo con tutto il cuore.
- La gratitudine è un debito che di solito si va accumulando, come succede per i ricatti: più paghi, più te ne
chiedono. - Professore, Le siamo veramente riconoscenti per tutto quello che ha fatto per nostro figlio in questi anni.
Ci auguriamo che grazie ai Suoi insegnamenti possa trovare nel modo migliore la sua strada nel mondo. - Ti ringrazio di cuore, sei sempre disponibile e questo mi fa sentire onorato. Grazie!
- Mai nessuno si è dimostrato più apprensivo di te. Ringraziandoti di cuore, accetta questo mio pensiero.
- Questo non è un semplice ringraziamento, è un grazie di esistere.
Sono frasi di circostanza utilizzate spesso senza crederci veramente, senza una convinta partecipazione. Ma
non si sa, c’è chi ringrazia sinceramente per ogni aiuto che riceve mentre altri utilizzano queste parole senza
sentirle proprie. Qui si evidenzia in tutta la sua maestosità la vita interiore di un credente che rimane vicino a
Gesù, è premuroso nel riconoscere l’importanza del fratello/sorella che si è prodigato/a in qualche modo per
aiutare.
Dobbiamo cominciare a focalizzare l’importanza di ringraziare qualsiasi persona che in qualche modo
ci viene in aiuto.
La gentilezza sincera è espressione di una buona educazione, l’affabilità esprime la nobiltà d’animo, la cortesia è segno di delicatezza e disponibilità, la gratitudine è vero che è un debito di riconoscenza ma la pratica chi
ama il prossimo.
Noi dobbiamo iniziare a ringraziare con amore ogni persona che ci aiuta anche nelle piccole cose. Anche
nella coppia, tra genitori e figli, tra amici, tra conoscenti deve nascere questa manifestazione di riconoscenza.
Ma non sempre siamo noi a dover ringraziare, dobbiamo invece rispondere al grazie che ci viene detto con un
premuroso “prego”. Quando si compra qualcosa è il negoziante a ringraziare o alla stazione di servizio, comunque ringrazia chi riceve qualcosa o ha ricevuto una visita nel suo negozio.
Le buone maniere sono un pò scomparse tra gli uomini, figuriamoci come potranno ringraziare Gesù. Leggiamo da un quotidiano:
«Dov’è finita la buona educazione? Il parere di alcuni studiosi suggerisce che ce la siamo persa letteralmente per strada; ma andiamo per ordine: secondo uno studio condotto da Google su un campione di parole
estratte da 5 milioni di libri datati tra il 1500 e il 2008, alcuni vocaboli, prima quotidianamente utilizzati, sono
spariti definitivamente dal linguaggio comune, mentre altri rischiano di farlo a breve.
La ricerca evidenzia come ad eclissarsi siano stati prevalentemente quei termini collegati alle tipiche forme
di cortesia, a vantaggio della cosiddetta logica efficientista e a danno, ovviamente, della buona educazione.
Di contro l’imprecazione, usata spesso anche fuori contesto, ha preso il posto di slang e modi di dire, dando
vita ad una forma di comunicazione volgare e di basso livello, adottata talvolta anche dai vertici del Paese per
esprimere la propria omologazione alla collettività. L’uso in politica di termini ‘giovani’ è uno stratagemma
per sembrare meno distanti, più alla mano.
La ricerca effettuata da Google e pubblicata sul Wall Street Journal, conferma una società altamente individualista, competitiva e poco attenta alle buone maniere, in cui il senso di comunità è stato sostituito da
uno spirito altamente concorrenziale.
Non a caso termini quali “auto”, “mio”, “personalizzato” e lo stesso “io” (diventato l’incipit della maggior parte delle conversazioni) hanno soppiantato di gran lunga parole come “gratitudine” e “apprezzamento”, il cui uso pare si sia ridotto addirittura del 49 per cento rispetto a qualche anno fa».
Oggi Gesù si meraviglia per la dimenticanza di ben nove lebbrosi che hanno ricevuto un miracolo impossibile e che ha rivitalizzato la loro esistenza ma non riconoscono l’intervento del Signore. Può esserci più ingratitudine di questa?
Un solo insegnamento arriva dalla loro guarigione: i lebbrosi chiedevano insistentemente la guarigione,
essi ci insegnano a chiedere le Grazie impossibili, perchè duemila anni fa la lebbra era incurabile e la loro vita
si spegneva lentamente. Si estingueva dopo la corrosione della faccia, delle mani, dei piedi, di tutta la persona.
Morivano per logoramento del corpo. Era una morte lenta e crudele, anni trascorsi nel vedere la scomparsa degli arti e dell’aspetto umano.
Gesù li guarì tutti e dieci, senza chiedere nulla a loro, non avevano infatti nulla se non la morte appiccicata addosso che li aspettava.
La loro supplica nel vedere Gesù fu commovente ed insistente, proprio quello che piaceva al Signore, ed è
questa la preghiera che si deve utilizzare. Essi ripetevano: “Gesù, Maestro, abbi pietà di noi!”.
Come era intensa la supplica di guarigione, così fu enorme la loro irriconoscenza. Tranne uno che ritornò a
ringraziare, guarda caso un Samaritano, considerato dagli ebrei un essere immondo. Ma solo lui ritornò da Gesù
invece di scappare, è anche vero che gli altri nove avevano ricevuto il comando di andare dal sacerdote: “Andate a presentarvi ai sacerdoti”.
Queste parole Gesù le disse non appena li vide, essi con docilità obbedirono “e mentre essi andavano,
furono guariti”.
CONTINUIAMO LE INTENSE PREGHIERE ALLA MADONNA CON LA RECITA GIORNALIERA DEL SANTO ROSARIO PER ME, PER VINCERE L’ATTACCO PORTATO DA SATANA, SCIOGLIENDO QUESTO NODO OPPRESSIVO. CHI
MI VUOLE BENE, PREGHI MOLTO PER ME.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
RICHIESTA DI PREGHIERE