Mercoledì 4 marzo 2020 I Settimana di Quaresima
di
gesuemaria
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15 Gennaio 2021
- VANGELO (Lc 11,29-32)
A questa generazione non sarà dato che il segno di Giona. - Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: «Questa generazione è
una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il
segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio
dell’Uomo lo sarà per questa generazione. Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà
contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini
della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.
Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la
condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno
più grande di Giona». Parola del Signore
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Gesù porta due esempi molto diffusi tra gli ebrei, facevano parte della loro tradizione orale:
Giona era famoso per essere rimasto tre giorni nel ventre del pesce e la regina del Sud era
venuta dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone.
Due esempi importanti e significativi, utilizzati da Gesù per spiegare alla folla che è
inopportuno chiedere segni per curiosità. «Non le sarà dato alcun segno». Il motivo lo dice
appena prima, con parole dure verso il popolo che non Lo seguiva: «Questa generazione è una
generazione malvagia».
Per gli ebrei Salomone è stato il più grande sapiente, oltre ad essere stato il terzo re d’Israele,
successore e figlio del re Davide. La sua saggezza, descritta nella Bibbia, è considerata
proverbiale. Durante la sua reggenza venne costruito il Tempio chiamato di Salomone, che
divenne leggendario per le sue molteplici valenze simboliche.
Nel 1° Libro dei Re viene narrata la storia di Salomone il Magnifico, il capitolo 3 in
particolare descrive quanto gli disse Dio in sogno. Salomone era andato a Gàbaon per offrire
sacrifici a Dio, quella era la più grande altura e sull’altare offrì mille olocausti. Davvero amava
Dio.
Una notte il Signore apparve a Salomone in sogno e gli disse: «Chiedimi ciò che Io devo
concederti» (1 Re, 3,5). In questa somma disponibilità di Dio appare evidente che Salomone era
un uomo privilegiato e questo deriva dalla sua condotta di vita. La munifica concessione di Dio
scaturiva dall’obbedienza di Salomone, dal suo essere devotamente osservante della Legge
ebraica.
«Concedi al tuo servo un cuore docile perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e
sappia distinguere il bene dal male, perché chi potrebbe governare questo tuo popolo così
numeroso?» (1 Re, 3-9).
Una richiesta povera sotto l’aspetto materiale ma moralmente la più saggia.
«Al Signore piacque che Salomone avesse domandato la saggezza nel governare. Dio gli
disse: “Ecco, ti concedo un cuore saggio e intelligente: come te non ci fu alcuno prima di te né
sorgerà dopo di te. Ti concedo anche quanto non hai domandato, cioè ricchezza e gloria come
nessun re ebbe mai. Se poi camminerai nelle mie vie osservando i miei decreti e i miei comandi,
come ha fatto Davide tuo padre, prolungherò anche la tua vita”» (1 Re, 3,10-14).
Evidenzio due punti: Dio disse a Salomone che dopo di lui non ci sarebbe stato nessuno
sapiente come lui, ma Gesù era Dio, per questo si dichiara «più grande di Salomone». Poi, tra le
promesse fatte da Dio a Salomone si distingue l’ultima, in cui gli promette una vita più lunga.
Doveva però osservare «… i miei decreti e i miei comandi».
L’Antico Testamento celebra la sapienza di Salomone, mentre Gesù affermava di sé di
essere «più grande di Salomone». C’era una evidente discrepanza per gli ebrei che ascoltavano
Gesù, si creava una confusione che sbandava molti, non avevano certezze, in quanto le Scritture
osannavano Salomone come il più grande re ed erano davanti a Gesù che compiva miracoli
portentosi come neanche Salomone aveva mai compiuto.
Gesù aveva già dato abbondanti segni agli ebrei sulla sua provenienza divina, potevano
però non credergli ma le prove dei miracoli erano lì. Anche sui miracoli avevano trovato
la risposta maliziosa, accusando il Signore di stare dalla parte dei diavoli, e indicavano i
miracoli come opere dei diavoli.
Questo lo hanno detto i perfidi anche contro San Francesco, Sant’Antonio, San Pio e
tantissimi altri, con l’unica differenza che Loro i miracoli li richiedevano a Gesù, erano
solamente intercessori, potenti e meravigliosi, ma sempre uomini.
I miracoli Gesù li compiva all’istante e liberamente, miracoli impossibili ed evidenti, tutti i
presenti vedevano che ad un suo cenno i diavoli scappavano terrorizzati, la natura si inchinava e
le malattie sparivano, tutti gli ammalati guarivano anche da mali incurabili.
Gesù era il Messia atteso e alla richiesta dei discepoli di Giovanni Battista, elencò alcune
opere compiute da Lui e che solo Dio poteva compiere.
«Andate e riferite a Giovanni ciò che voi udite e vedete: I ciechi recuperano la vista, gli
storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi riacquistano l’udito, i morti risuscitano, ai
poveri è predicata la buona novella, e beato colui che non si scandalizza di Me» (Mt 11,4-6).
Gesù oggi ci dice comunque che non sono i segni esteriori a rendere grandi i suoi seguaci,
ma ciò che sono dentro con la Fede, l’umiltà e l’amore.
1 Ave Maria per Padre Giulio
P.S.= Vi invito a recitare questa breve preghiera per una mia intenzione.
“O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la
missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti,
perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino
da ogni male e li respingano nell’abisso. Amen”.
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