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di
gesuemaria
·
15 Gennaio 2021
- VANGELO (Mt 9,14-15)
Quando lo sposo sarà loro tolto, allora digiuneranno. - Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i
farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». E Gesù disse loro:
«Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno
giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno». Parola del Signore
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Questo testo lascia intendere che era consuetudine per Gesù e i suoi discepoli non digiunare,
ma non è così, lo sappiamo dagli scritti dei Santi del I secolo e dalla rivelazione autentica alla
mistica Maria Valtorta. Questa mistica è stata perseguitata dai nemici di Gesù per il grande
valore delle rivelazioni, ma Papa Pio XII e San Pio da Pietrelcina consigliavano di leggere le
rivelazioni di Gesù e della Madonna.
Gesù fece molti digiuni e poteva anche non mangiare nulla per tutta la vita, però non agiva
come gli uomini, essendo Dio intendeva più di tutti che la fraternità si crea con la condivisione
e mangiava insieme ai discepoli e a quanti Lo invitavano. Lui andava per convertire dove Lo
invitavano e non per trascorrere serate mondane, si presentava per spiegare la Buona Novella
del Vangelo.
Il digiuno è molto importante per purificare l’anima, espiare i propri peccati, ricevere
abbondante Spirito di Dio, anche come disintossicante del corpo e della mente.
I cristiani devono conoscersi meglio per sapere agire nelle varie circostanze in cui si trovano,
non è l’istinto inopportuno che santifica né l’illusione di fare molto solo per la recita di alcune
preghiere.
Il digiuno non indica solo l’assenza di cibo, si può praticare anche quando ci si trova a tavola
con parenti ed amici e si mangia in modo regolato. Davanti a certe pietanze i più deboli non
riescono a rinunciare facilmente, ognuno sceglie come rinnegarsi e con quali cibi.
La domanda che affiora alla mente di chi è poco esperto nella spiritualità è questa: perché il
cristiano deve sottoporsi alla pratica del digiuno?
Primo perché lo ha fatto Gesù e lo ha insegnato, poi perché la sana spiritualità cristiana
insegna che per estinguere o quantomeno affievolire le inclinazioni cattive che ci portiamo
dalla nascita con il peccato originale, è indispensabile mortificarci, rinunciare a tante cose
che piacciono. È una penitenza, un sacrificio che viene offerto con amore perché è chiara
la finalità.
Chi ha letto le biografie dei Santi, ha conosciuto che essi digiunavano spesso e diventavano
forti nella volontà, l’intelletto guidava la loro volontà, trionfavano sui vizi, terrorizzavano i
diavoli, ricevevano abbondante Spirito Santo e ottenevano da Gesù miracoli impossibili.
Il digiuno era, allora come oggi, una manifestazione dello spirito di penitenza che Dio chiede
all’uomo. La penitenza è già nell’Antico Testamento un atto religioso, personale, che ha come
termine l’amore e l’abbandono nel Signore.
Comunque, il digiuno è solo una delle forme di penitenza. Esistono altre forme di penitenza
corporale che dobbiamo praticare, che ci facilitano la conversione e la comunione con Dio.
Verifichiamo quale spirito penitenziale pratichiamo, se osserviamo quello che ci indica la Santa
Chiesa nella nostra vita e in particolar modo in questo tempo liturgico di Quaresima. Serve a
poco fare il digiuno e mantenere uno spirito superbo o invidioso.
Con la penitenza si espiano colpe o peccati, significa fare ammenda per le proprie colpe,
sopportare con pazienza sofferenze di varia natura.
Con il termine sacrificio intendiamo un atteggiamento simile, è un’offerta al Signore delle
proprie tribolazioni, anche l’offerta della propria vita dinanzi a pericoli contro la nostra Fede.
Sacrificarsi è essenzialmente un atto volontario che richiede una privazione o rinuncia
deliberatamente affrontata, anche subita per necessità.
Senza il digiuno fatto per amore di Gesù, senza la penitenza e il sacrificio, il cristiano resta
quello che è, anzi, perde progressivamente la buona spiritualità e può arrivare a perdere la Fede,
dopo essersi svuotato di ogni interesse spirituale ed avere abbandonato la Volontà di Dio.
C’è il digiuno della mente anch’esso importante: l’orgoglio e la superbia. Poi i giudizi, i
cattivi pensieri, le curiosità, le maldicenze, ecc.
Si diventa dominatori nel bene della propria volontà solo quando si iniziano a respingere con
assoluta decisione i giudizi, i perfidi pensieri, le opere cattive, l’ambiguità, la falsità, l’ipocrisia,
i vantaggi disonesti, le ricompense non meritate, il comportamento ingannatore.
Serve a poco o nulla pregare o celebrare la Messa se non c’è la volontà di piacere a Gesù e di
imitare la Madonna. Focalizziamo questi aspetti.
Per conoscere veramente Gesù bisogna meditare la Via Crucis. Questa è una devozione
incoraggiata da Lui e fa comprendere i suoi dolori.
È una pratica santa meditare e ripassare tutti i venerdì quei quattordici punti della
Passione e Morte di Gesù. Solo così ci innamoriamo profondamente del Signore. Non
mancate oggi di stare vicini a Gesù, meditando con amore e interesse le terribili sofferenze
che ha sofferto per ognuno di noi.
Attraverso questa devozione contempliamo l’Umanità Santissima di Gesù che si rivela a noi
soffrendo come Uomo nella sua Carne, senza perdere la maestà di Dio.
Ogni volta che Gesù cade sotto il peso del legno dobbiamo riflettere che sono i nostri peccati
e di tutti gli uomini a schiacciarlo, ma i buoni propositi che ci proponiamo e mettiamo in
pratica, Lo consolano e ci permettono di diventare simili a Lui.
Con la meditazione della Via Crucis, comprendiamo il valore salvifico della sofferenza e
riusciamo ad accettarla con amore e pazienza.
1 Ave Maria per Padre Giulio
P.S.= Vi invito a recitare questa breve preghiera per una mia intenzione.
“O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la
missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti,
perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino
da ogni male e li respingano nell’abisso. Amen”
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