Archivio Mensile: Dicembre 2021

La forza che dona Gesù per superare le prossime sfide – 21 Dicembre 2021 0

La forza che dona Gesù per superare le prossime sfide – 21 Dicembre 2021

Martedì 21 dicembre 2021

IV Settimana di Avvento

+ VANGELO (Lc 1,39-45)

A che cosa devo che la Madre del mio Signore venga a me?

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta Tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la Madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E Beata Colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore Le ha detto». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Due giorni fa abbiamo meditato lo stesso brano del Vangelo e questo avviene per l’intersecarsi tra la liturgia prestabilita per le ferie di Avvento e l’anno liturgico «C» di San Luca che stiamo seguendo. L’anno liturgico è triennale per le domeniche e le festività, gli anni «A, B e C», sono caratterizzati dalla proclamazione del Vangelo di Matteo (A), Marco (B) e Luca (C) lasciando prevalentemente il Vangelo di Giovanni al tempo di Natale e di Pasqua.

Il Vangelo di oggi ci presenta la Madonna come Maestra di speranza e per preparare il Natale, ormai vicinissimo, non c’è niente di più opportuno che accompagnare in questi giorni Maria Santissima, stando con Lei con più amore e confidenza.

Il cristiano sa che anche questo Avvento deve viverlo insieme alla Vergine, tutti i giorni della sua vita se vuole garantirsi con certezza un successo prezioso nella sua esistenza: incontrare Cristo in questa vita e poi nell’eternità.

La speranza perfetta di cui è Maestra la Madonna, appare lontana o incomprensibile a quanti invece sono avviliti e agitati nell’impazienza.

L’aspetto molto curioso in molti è quello di reclamare a Dio il pagamento del poco bene che hanno compiuto. Una contraddizione o una visione miope della propria esistenza, accompagnata da una elevata considerazione di sé.

Dio non può elargire un Bene grande a chi ne ha compiuto poco o per niente.

L’Amore di Dio è per noi incomprensibile, molti abbiamo convinzione che è incommensurabile, ma è anche un Padre che da un lato elargisce tanti doni gratuitamente, dall’altro utilizza una pedagogia perfettamente su misura per ognuno di noi. Lo fa perché mosso esclusivamente dall’Amore verso ciascuno. Ci ama come il vero Padre e noi siamo i suoi bambini!

Gesù però vuole educarci a fare opere di carità, a vedere i bisogni degli altri e a non rimanere insensibili dinanzi alla povertà. Molti benestanti potrebbero sostenere opere di carità per i poveri o luoghi di preghiera per creare altri luoghi dove pregare quando chiuderanno le Chiese.

È proprio vero che i più benestanti sono i più avari e taccagni. Sempre avidi di denaro! E non dicano di aiutare i poveri per qualcosa che compiono, perché lo fa anche Bill Gates e diversi potenti. Ma poi finanziano pure i virus per uccidere miliardi di persone…

Cosa faranno i benestanti avari dei loro beni se entro alcuni anni ci sarà la programmata crisi economica mondiale?

Il cristiano senza Fede si lamenta non appena sorge una difficoltà, non trova la capacità di controllarsi e di reagire con la preghiera, ed è bravo a lamentarsi innanzitutto con Dio. Se non aveva compiuto nulla o poco per amore di Dio, come potrà reclamare quanto non gli spetta?

Molto spesso anche i cristiani sono incapaci di reggere lo sforzo, di mantenere viva la speranza.

Chi patisce tribolazioni ed è vicino a Gesù non cade mai nello sconforto, questo avviene a colui che non aspira alla santità e alla vita eterna, colui che dispera di raggiungerla.

Rimanere vicino al Signore e osservare il Vangelo, con la preghiera giornaliera espressa molto più con il cuore che con le parole, è il sintomo del desiderio di entrare nella sfera della santità. Di conseguenza è facile scegliere in ogni circostanza un agire onesto, buono e sincero.

È molto facile vivere in modo virtuoso in qualsiasi momento se conosciamo bene Gesù e scegliamo sempre il Bene, per noi e per gli altri.

Sono in molti ad attirarsi le tribolazioni per la loro incredulità, l’imborghesimento, la tiepidezza e l’eccessivo attaccamento ai beni materiali, i soli considerati come un vero idolo. Lo scoraggiamento, se non vi si pone rimedio, paralizza gli sforzi per fare il Bene e vincere le difficoltà.

La sfiducia nella propria santità, d’altra parte, si lega alla debolezza della volontà davanti al timore della fatica che la lotta ascetica comporta, e davanti al dover rinunciare a disordinati attaccamenti temporali e al disordine dei sensi.

A noi che ci sforziamo nel cammino spirituale, nemmeno gli apparenti insuccessi nella lotta interiore o nell’apostolato possono scoraggiarci: chi fa le cose per amore di Dio e per la sua gloria non fallisce mai. È sempre un vincente e tutti noi non abbiamo mai insuccessi perché abbiamo riposto totalmente in Dio la nostra fiducia.

Se vi arrivano pensieri di fallimento, sono tentazioni. Il cristiano non fallisce la sua vita, gli ostacoli e le avversità gli fanno acquistare esperienza.

I VERI CRISTIANI COME NOI RIMANGONO FEDELI AL VERO MAGISTERO DELLA CHIESA, COSÌ COME LO È RIMASTO PAPA BENEDETTO XVI.

SE NON SEGUIAMO LE NOVITÀ DEL MODERNISMO NON PERDEREMO GESÙ E CI PROTEGGERÀ DA TUTTI I MALI, SAREMO SEMPRE ASCOLTATI E GUARITI DALLA MADONNA.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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Gesù agisce in noi quando glielo permettiamo – 20 Dicembre 2021 0

Gesù agisce in noi quando glielo permettiamo – 20 Dicembre 2021

Lunedì 20 dicembre 2021

IV Settimana di Avvento

+ VANGELO (Lc 1,26-38)

Ecco concepirai un Figlio e Lo darai alla luce.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo l’Angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazareth, a una Vergine, promessa Sposa di un Uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La Vergine si chiamava Maria. Entrando da Lei, disse: «Ti saluto, o piena di Grazia, il Signore è con Te». A queste parole Ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L’Angelo Le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato Grazia presso Dio. Ecco concepirai un Figlio, Lo darai alla luce e Lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’Angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». Le rispose l’Angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di Te, su Te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque Santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Eccomi, sono la Serva del Signore, avvenga di Me quello che hai detto». E l’Angelo partì da Lei. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

La nascita di Gesù e tutta la sua vita, ci invitano ad esaminare in questi giorni l’atteggiamento del nostro cuore nei confronti dei familiari principalmente, poi di tutti i conoscenti e anche dei beni terreni.

Se il Natale passa senza un cambiamento interiore, dobbiamo riconoscere che è stato un Natale povero di amore verso Gesù e verso il prossimo.

La meditazione dell’evento più clamoroso della storia, trattandosi di un avvenimento dal valore infinito, deve farci guardare dentro per conoscerci meglio. Il Natale di per sé induce a smorzare gli spuntoni dei caratteri induriti, e nessuno deve avere timore di conoscersi bene.

È il coraggio dei veri innamorati di Gesù affrontare quella parte nascosta che vive nella persona per eliminare con la Grazia di Dio, quanto è opposto all’amore, alla bontà, alla verità, alla giustizia e al perdono.

Questo è il vero Natale dei cristiani, non può essere diverso, in quel caso verrebbe a mancare proprio la Persona che dà senso alla solennità.

Le grandi anime a Natale si distinguono senza fare sforzi, è naturale in essi la pratica delle virtù e non strumentalizzano il Natale come fanno molti, che cercano di ottenere quanto non hanno cercato durante l’anno, elargendo sorrisi e parole affettuose senza amore.

Da Natale al prossimo Natale, in tutto l’anno deve permanere lo stesso amore cristiano, non quello improvvisato che sboccia solo in questa ricorrenza solenne. Ogni giorno deve nascere in noi Gesù per ringraziarLo, esprimergli tutto il nostro amore per Lui.

Non dobbiamo dimenticare che preoccuparsi di più anche di un familiare e non di Gesù, comporta una diminuzione di amore proprio nei confronti di Gesù.

«CHI AMA PADRE O MADRE PIÙ DI ME, NON È DEGNO DI ME; CHI AMA FIGLIO O FIGLIA PIÙ DI ME, NON È DEGNO DI ME» (Mt 10,37).

Gesù non dice di non amarli, è molto chiaro, dice di non metterli al primo posto magari con una preoccupazione impulsiva, agitata e instabile.

Al centro di tutto dobbiamo porre il Signore Gesù, e quando Lui vive in noi non si hanno impulsività, agitazioni imprudenti, instabilità nelle scelte.

La prova della nostra vicinanza a Gesù arriva dalla quiete interiore, dall’assenza di irrequietezza e di preoccupazioni umane, anche quando si tratta di un familiare o di un parente. Questo tempo di virus, malattie e ansietà varie, è molto carico di preoccupazioni per familiari e parenti, e molto spesso si agisce con impulsività bloccando l’agire di Gesù. Questa non è ancora la Fede che ci chiede Gesù!

Questo periodo di Natale è proficuo per quanti riescono a comprendere che Gesù nasce nei nostri cuori se li trova senza agitazione o illusioni.

A Natale è possibile rinascere nello spirito ed avere i sentimenti del Bambino Divino. Lui li trasmette a quanti li chiedono oggi e nella notte della Natività. Gesù beneficia in particolare quanti riescono a metterLo al primo posto senza darsi preoccupazioni per le vicende umane.

A Natale ogni cristiano ha la grande opportunità di cominciare una nuova vita insieme al Bambino che non è solo un Uomo, è lo stesso Dio Creatore di ognuno di noi e che mantiene in vita anche i cattivi nella speranza di vederli convertiti a Lui.

Nessuno si demoralizzi se arriva a questo Natale con le identiche spine interiori dello scorso Natale, è sempre tempo per estirparle dal cuore e lasciare vivere l’Amore del Bambino che viene a portare il perdono del Padre, ed è Lui stesso il Perdono disceso dal Cielo.

Il Vangelo ci presenta il dialogo più vitale della storia umana, ne è coinvolta una Creatura che a quindici anni diventa Madre di Dio e vive in una casetta povera, non è ricca di beni materiali, Ella è ricchissima di Dio.

La Vergine Maria diventerà la Regina dell’Universo per avere creduto sempre in Dio, con totale abbandono alla sua Volontà.

Dinanzi alla Volontà di Dio Ella non sospirò alcun dubbio, replicò che era una Serva di Dio e Lui poteva compiere quanto voleva. Si mise a disposizione di Dio senza pretendere nulla, senza accampare diritti o voler prendere decisioni arbitrarie. Annullò la sua Volontà anche se già da piccola l’unico suo desiderio era quello di obbedire a Dio.

Aveva la perfetta convinzione che tutto il Bene viene da Dio e Lei era chiamata a dargli un Corpo, e solo in una Donna Immacolata poteva incarnarsi Dio. Nell’Incarnazione Maria Santissima divenne come il Paradiso in Terra, Paradiso per la presenza nel suo grembo del Figlio di Dio.

Un evento impensabile per tutti e fu possibile per la docile risposta di Maria: «Ecco la Serva del Signore: avvenga di Me secondo la tua parola».

Dio agisce in noi quando glielo permettiamo e se vive nelle nostre anime compie meraviglie di Grazia. Noi decidiamo se Gesù deve vivere in noi.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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I grandi nemici della Madonna dentro la Chiesa – 19 Dicembre 2021 0

I grandi nemici della Madonna dentro la Chiesa – 19 Dicembre 2021

Domenica 19 dicembre 2021

IV DOMENICA DI AVVENTO

+ VANGELO (Lc 1,39-45)

A cosa devo che la Madre del mio Signore venga a Me?

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta Tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la Madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata Colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore Le ha detto». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

La visita compiuta da Maria Santissima alla cugina Elisabetta è ricolma di carità senza tornaconti personali e di un servizio che esprime solamente l’Amore divino. Lo aveva detto poco tempo prima nell’Annunciazione all’Arcangelo Gabriele: «Ecco la Serva del Signore: avvenga in Me secondo la tua parola».

La disponibilità totale a Dio della Vergine non è sorta all’improvviso, Lei pur essendo l’Immacolata Concezione si impegnava ogni giorno per agire con un amore pienamente donativo verso il prossimo.

Il suo viaggio per aiutare la cugina Elisabetta fu sempre ispirato dallo Spirito Santo, non solo perché nel frattempo ne era diventata la Sposa, anche per la sua capacità di discernere il Bene dal Male essendo l’Immacolata Concezione.

NON SI LASCIAVA INGANNARE DAI PENSIERI, ELLA ARRIVAVA IMMEDIATAMENTE ALLA VERITÀ, COSA IMPOSSIBILE PER CHI NON È COME LEI, IMMACOLATA.

Nella Madonna c’è stato un cammino personale ricolmo di preghiera e di piena obbedienza a Dio, prima ancora dell’Incarnazione.

Non aveva alcuna necessità di purificarsi dai peccati come avviene ad ogni essere umano, la sua vigilanza era lo stesso perfetta in ogni circostanza e non agiva mai in modo avventato, senza una prudenza soprannaturale che và al di sopra di quanto si vede e si percepisce sensibilmente.

Ne consegue che chi resta vicino alla Madonna assimila il suo Spirito, diventa capace di intuire la verità, di compiere le migliori scelte.

Ella con il suo Spirito trasmette l’equilibrio e la prudenza, l’amore e la bontà, l’umiltà e la mitezza. Questo consente la devozione alla Madonna.

Oggi la devozione alla Madonna è molto attaccata all’interno della Chiesa e lo vediamo pubblicamente nelle omissioni, nei silenzi subdoli. I più grandi nemici della Madonna sono dentro la Chiesa, ancora più dei diavoli i quali tremano pensando alla Madonna e fuggono terrorizzati.

I nemici mimetizzati nella Chiesa rivestiti di abiti con corrispondenti al vero, con sottile malizia demoliscono la vera devozione alla Madre di Dio, per facilitare l’unificazione della vera Chiesa di Cristo con Comunità protestanti e addirittura anche con altre Religioni.

I veri seguaci di Cristo sanno che non è banale la devozione alla Madre di Dio, è Lei che fa conoscere Gesù e aiuta nel vero cammino spirituale.

Avere lo Spirito della Madonna, quindi, lasciarLa vivere in noi, significa pensare come Lei, perché è Lei che illumina i nostri pensieri e li ricolma di verità. Ella è la Madre della Verità, vuole trasmettere ad ognuno di noi la verità per noi agire con giustizia in ogni circostanza.

La perdita dell’amore e del ricorso alla Madonna, spegne lentamente la Fede e spalanca le porte dell’anima ad ogni ribellione contro Gesù e il Vangelo, una impostora rivoluzione nella Chiesa, come continua ad avvenire.

Chi ama la Madonna utilizza il linguaggio dell’amore e del ringraziamento a Colei che è anche Mediatrice ed Avvocata nostra. Lo disse la Madonna il 31 maggio 1951 alla veggente Ida Peerdeman di Armsterdam: «I miei piedi sono posati fermamente sul globo terrestre perché il Padre e il Figlio vogliono presentarmi in questo tempo come la Corredentrice, la Mediatrice e l’Avvocata».

Dopo cinquant’anni queste apparizioni sono state riconosciute dalla Chiesa nel 2002, quindi è un’apparizione vagliata e accolta dalla Chiesa, fu approvata da Papa San Giovanni Paolo II.

Questo Papa autentico era molto devoto della Madonna, parlava in ogni circostanza di Lei e i frutti del suo Pontificato furono eccellenti. Credeva fermamente alle parole della Madonna dette nel 1951, quando Ella chiese il dogma di Corredentrice alla veggente Ida Peerdeman di Armsterdam.

Anche se la devozione cristiana affermava da secoli che la Madre fu Corredentrice unita al Figlio, unico Redentore del mondo, due anni fa l’attuale Vescovo di Roma, Bergoglio, ha affermato in una omelia che la Madonna non è Corredentrice! Affermando questo, ha così annullato l’approvazione di questa apparizione fatta dal Papa che regnava nel 2002, il grande Papa San Giovanni Paolo II.

La Vergine Maria è Colei che ha portato in sé l’Amore eterno, Dio si è incarnato in Lei e questo dovrebbe scuotere quei cattolici che sono favorevoli alla dottrina protestante e minimizzano le grandezze della Madre di Dio.

Il cristiano deve prendere come modello la Madre di Dio per conoscere bene il Figlio di Dio, deve chiedere ogni giorno a Lei l’aiuto necessario per pregare di più e lasciarsi guidare docilmente dall’azione dello Spirito Santo.

PREGARE LA MADONNA È SEGNO DI PREDESTINAZIONE, NESSUNO SI PERDE NEL MATERIALISMO O SI DANNA NELL’INFERNO SE AVRÀ PER MADRE COLEI CHE DIEDE UN CORPO A DIO!

Chi ama e prega bene ogni giorno Lei, avrà la Luce Divina per capire la Volontà di Dio.

La Fanciulla Maria non trovò giustificazioni umane per evitare di fare un lungo viaggio con l’asinello e raggiungere Elisabetta, al contrario, si sacrificò con piena disponibilità per vivere la carità perfetta e offrire a Dio il rinnegamento in ogni circostanza della sua vita.

In Maria troviamo tutte le virtù praticate con un eroismo per tutti noi incomprensibile, ammirandoLa scopriamo che con Lei il nostro cammino diventa deciso, semplice e sicuro.

Lo Spirito Santo guidava ogni giorno Maria Santissima verso le altezze spirituali, trovava in Lei totale docilità a Dio e la gioia di piacere solo a Dio.

1 Ave Maria per Padre Giulio

“O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen”.

3 Ave Maria…

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La reazione di San Giuseppe nel vedere Maria SS. incinta – 18 Dicembre 2021 0

La reazione di San Giuseppe nel vedere Maria SS. incinta – 18 Dicembre 2021

Sabato 18 dicembre 2021

III Settimana di Avvento

+ VANGELO(Mt 1,18-24)

Gesù nascerà da Maria, Sposa di Giuseppe, figlio di Davide.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

Così fu generato Gesù Cristo: sua Madre Maria, essendo promessa Sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo Sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un Angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con Te Maria, tua Sposa. Infatti il Bambino che è generato in Lei viene dallo Spirito Santo; Ella darà alla luce un Figlio e Tu Lo chiamerai Gesù: Egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la Vergine concepirà e darà alla luce un Figlio: a Lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa «Dio con noi». Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’Angelo del Signore e prese con sé la sua Sposa. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Anche San Giuseppe fu scosso da una convinzione sbagliata, il fatto era autentico. Si fondava sulla gravidanza di Maria Vergine, e nella confusione si convinse di una teoria erronea. Non poteva d’altronde immaginare l’evento unico nella storia umana, quindi è ben giustificato.

Sto parlando del Santo più potente dopo la Madonna, e questo episodio ci fa conoscere che anche Lui compì il suo percorso spirituale, ci dice che Lui stava per entrare nel cammino dell’abbandono totale in Dio per vivere nella sua Volontà.

Questo avvenne quando obbedì ai consigli dell’Angelo avuti nel sogno e umilmente mise da parte la sua opinione. Ascoltò e osservò il comando.

Era già un Uomo santo, prescelto dall’eternità per diventare responsabile della Sacra Famiglia e proteggere il Figlio di Dio. Questo Uomo, il più giusto della storia umana è stato chiamato a salvaguardare e difendere la vita del Figlio di Dio incarnato e Bambino nella grotta di Betlemme.

NON TUTTO QUELLO CHE APPARE È VERITIERO, QUESTO È UNO DEGLI INSEGNAMENTI CHE TROVIAMO IN QUESTO BRANO. NON TUTTI QUELLI CHE SI PRESUMONO GIUSTI LO SONO, ANZI SPESSO LA SUPERBIA DELLA VITA ILLUDE POTENTEMENTE E MOLTI PRESUMONO DI POSSEDERE UNA SUPERIORITÀ INESISTENTE.

Il cammino spirituale regolare e seguito dal Padre spirituale, permette la conoscenza di sé e di lavorare sulle debolezze. È un cammino indispensabile per vincere l’orgoglio che fa presumere di avere compreso tutto, di avere un potente discernimento, ma le opere umane smascherano tutto e testimoniano scelte sbagliate e tante sbandate accumulate.

Meditando invece questo brano accresce l’amore, la stima, la fiducia verso San Giuseppe. È  meravigliosa la sua vita insieme a Gesù e a Maria.

Anche San Giuseppe ebbe una reazione comprensibile, nessuno può condannarlo per avere visto la promessa Sposa incinta quando non poteva esserlo per l’assenza di rapporto sessuale e che non avvenne mai nella Loro vita.

La sua reazione fu equilibrata e mite, proprio di chi è umile e giusto.

La docilità che ha mostrato nell’apprendere la gravidanza della promessa Sposa Maria è disarmante, non ha avuto altro pensiero nella mente se non il tradimento ed è più che comprensibile la sua profonda delusione. Conosceva Maria come la Donna più perfetta di Nazareth, in Lei vedeva tutte le virtù, nel senso che diventavano visibili per come venivano praticate dall’umile Fanciulla.

Giuseppe avrà pensato che non si finisce mai di conoscere bene una persona, era smisurata la sua amarezza e profonda la delusione!

Giuseppe e Maria non vivevano ancora insieme ma erano promessi sposi, mancava poco tempo per festeggiare il matrimonio ufficiale e tutti erano a conoscenza di questo. La gravidanza della Vergine sconvolse la mente di Giuseppe e la preparazione delle nozze.

Non è stata una tegola a cadere sulla sua testa, è sprofondata la terra sotto i piedi per la piena fiducia che nutriva verso Maria. Così è stato ripagato? Molte volte lo ha pensato Giuseppe, e forse più per il tradimento subito, Egli soffriva terribilmente per Maria, era crollata la santità di Lei ai suoi occhi ed Ella così perfetta, non appariva più tale.

Il patimento di Giuseppe è stata una immensa afflizione, una tortura mentale, mai avrebbe immaginato di vedere Maria incinta prima ancora del matrimonio, ma anche dopo, perché entrambi avevano stabilito di rimanere vergini.

Da Giuseppe però fuoriusciva amore, perdono e pazienza!

Giuseppe aveva una sconfinata bontà, una pazienza perenne, un amore verso tutti che non scadeva neanche dinanzi un fatto del genere. Come venirne fuori? Con la soluzione meno dannosa per Maria, la Fanciulla che risultava traditrice ai suoi occhi, e non si trattava di un sospetto.

Giuseppe scelse di congedarLa, di allontanarLa senza farlo sapere in paese. Riguardo il Bambino che sarebbe nato… beh, il problema era solo di Maria. Giuseppe ha agito con una bonarietà difficilmente riscontrabile nella storia umana, Egli nella sofferenza più acuta agì con elevatissima bontà e misericordia.

Dall’altra parte riscontriamo il silenzio della Vergine Maria, misterioso e incredibilmente soprannaturale, un silenzio che può attuare una Persona piena di Dio, immersa nell’Amore di Dio come nessuna creatura poteva e mai potrà sperimentare.

Il suo silenzio era coraggioso, impensabile per una persona normale, la quale per difendersi usa mezze verità, spesso anche bugie per discolparsi. Maria no, volle mantenere il segreto del Re, perché il Messaggero non Le aveva detto di parlarne con qualcuno. Non Le aveva detto nulla ma per Maria era un segreto da conservare.

Portava in grembo il Figlio di Dio incarnato e non lo rivelava a nessuno.

Quanto ha vissuto la Madonna in quel periodo non è immaginabile: nessuno potrà mai capire il suo silenzio con lo Sposo Giuseppe sulla sua gravidanza.

Giuseppe venne premiato ulteriormente con il sogno che spiegava tutto, Dio gli confermò la sconfinata santità di Maria e gli fece sapere quanto era avvenuto in Lei.

«Ecco, la Vergine concepirà e darà alla luce un Figlio: a Lui sarà dato il nome di Emmanuele, che significa “Dio con noi”».

Maria Santissima e San Giuseppe sono stati straordinari nella circostanza più incredibile per due esseri umani. La lectio divina su questo brano del Vangelo è meravigliosa, emergono tanti suggerimenti spirituali che infondono un grande amore per Loro due.

AmateLi profondamente e invocateLi spesso, ci proteggono dai mali e dalle cattiverie, ci guariscono dalle sofferenze!

Soprattutto adoriamo Gesù Bambino!

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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Il Natale è una chiamata alla purezza interiore – 17 Dicembre 2021 0

Il Natale è una chiamata alla purezza interiore – 17 Dicembre 2021

Venerdì 17 dicembre 2021

III Settimana di Avvento

+ VANGELO (Mt 1,1-17)

Genealogia di Gesù Cristo, figlio di Davide.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo. Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esrom, Esrom generò Aram, Aram generò Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò Salmon, Salmon generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, Iesse generò il re Davide. Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Urìa, Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abìa, Abìa generò Asaf, Asaf generò Giòsafat, Giòsafat generò Ioram, Ioram generò Ozìa, Ozìa generò Ioatàm, Ioatàm generò Àcaz, Àcaz generò Ezechìa, Ezechìa generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosìa, Giosìa generò Ieconìa e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia. Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconìa generò Salatièl, Salatièl generò Zorobabele, Zorobabele generò Abiùd, Abiùd generò Eliachìm, Eliachìm generò Azor, Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliùd, Eliùd generò Eleàzar, Eleàzar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo. In tal modo, tutte le generazioni da Abramo a Davide sono quattordici, da Davide fino alla deportazione in Babilonia quattordici, dalla deportazione in Babilonia a Cristo quattordici. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Perché Matteo, all’inizio di questa lunga serie di nomi che è la genealogia di Gesù, scrive che Egli è «figlio di Davide, figlio di Abramo»?

Davide fu il secondo re del popolo ebreo e visse mille anni prima di Gesù, e Abramo era stato chiamato da Dio ad essere il padre, il capostipite di quel popolo e visse molti secoli prima di Davide.

Quando Davide divenne re d’Israele (con questo nome veniva spesso definito il popolo ebreo) desiderò ardentemente costruire una «casa» per il Signore, poiché al suo tempo l’Arca santa -che conteneva le Tavole della Legge «scritte dal dito di Dio» (Es 31,18), oltre a un vaso di manna e il bastone di Aronne- era custodita ancora sotto la tenda che Mosè aveva eretto nel deserto.

Tutti gli ebrei consideravano quella tenda come il luogo della presenza di Dio sulla Terra. Il Signore gradì tanto il desiderio di Davide di costruirgli una casa e in quell’occasione mandò a lui il Profeta Natan per annunciargli che il suo regno sarebbe stato reso stabile in eterno. Ciò significava che non sarebbe mai mancato, sul trono di Davide, un suo discendente.

La genealogia che leggiamo nel Vangelo ha lo scopo di dimostrare che Gesù discende dal re Davide, infatti il Messia doveva necessariamente avere questa relazione con l’antico re. Nella Bibbia troviamo numerose profezie di Profeti sul regno di Davide che non sarà mai distrutto e che durerà per sempre.

La relazione tra Davide e Gesù presentata nel Vangelo di Matteo, serviva a rivelare agli ebrei che veramente quel regno era ancora esistente e che il nuovo e vero Re era arrivato in mezzo a loro, ed era il Messia atteso. A Gesù comunque non occorreva questo sigillo per dimostrare che era il Figlio di Dio, i suoi miracoli e le parole che nessun umano poteva insegnare davano prova che quantomeno era l’Unto di Dio, il Servo sofferente indicato dal Profeta Isaia.

La parola greca Christòs è la traduzione della parola ebraica Messia e questa parola significa: consacrato con l’unzione, cioè Re. Dire Gesù Cristo è lo stesso che dire Gesù Messia o Gesù Re.

Ma per gli ebrei questo re doveva essere eterno e proprio questo dissero a Gesù: «Noi abbiamo appreso dalla Legge che il Cristo rimane in eterno».

Dopo l’Ascensione di Gesù, il suo Vangelo si è diffuso ovunque e il suo Regno era già fondato, migliaia di cristiani missionari giravano per le città predicando la salvezza nel Signore e annunciando che il Messia era venuto e il suo Spirito era rimasto nel mondo, perché quel Cristo era il Figlio di Dio.

L’AVVENTO CI DEVE AIUTARE A FOCALIZZARE MEGLIO IL BAMBINO CHE NASCE, DOVE NASCE, PERCHÉ NASCE. DIO CHE SI INCARNA È UN EVENTO UNICO E NON SI FINISCE MAI DI MEDITARE I MOTIVI DELLA SUA INCARNAZIONE, ED È LA MEDITAZIONE DI QUESTO MISTERO A PERMETTERCI DI CONOSCERE LA PERSONA DI GESÙ.

Non è mai sufficiente pregare anche ogni giorno, è imprescindibile conoscere Gesù per avvertirlo vicino e fidarci pienamente di Lui. Quanti cristiani hanno piena fiducia in Gesù Cristo? Per piena intendo l’abbandono totale alla sua Volontà. E chi si abbandona alla sua Volontà non è più solo, è sicuro della forza che arriva da Dio per superare sofferenze e difficoltà.

Nel linguaggio biblico, il cuore è innanzitutto la sede dell’intelligenza e si parla di «cuore» intendendo il pensiero. Nel linguaggio biblico il cuore è il centro della vita personale, il cuore significa «vita intellettuale». 

IL NATALE ALLORA È UNA CHIAMATA ALLA PUREZZA INTERIORE.

Molti uomini non riescono ad elevare la mente in questa ricorrenza perché troppo avvinghiati alle cose umane e illusori. Continuano a vivere allo stesso modo e la loro esultanza rimane sempre umana e inconsistente.

Tutti loro si propongono il raggiungimento di obiettivi minimi se consideriamo quello che vuole donare Gesù a tutti. Per questo vivono senza la vera gioia interiore e la speranza, pronti ad abbattersi non appena li sfiora una sofferenza o temono una malattia!

ANCHE QUANDO GIUNGE IL NATALE SONO SEMPRE CIECHI E NON COLGONO CIÒ CHE È DAVVERO ESSENZIALE: UN CUORE BUONO E PURO, LA RETTA INTENZIONE, L’AMORE VERSO TUTTI, IL PERDONO AGLI ALTRI ANCHE SOLO INTERIORE, LA VERITÀ PER BRILLARE COME UN SOLE IN QUESTO MONDO OSCURATO DALL’EGOISMO, DALLA MENZOGNA E DALL’OPPORTUNISMO.

L’impurità di cuore rende insensibili alle cose di Dio, anche alle buone opere e alle qualità che contraddistinguono il cristiano, come la bontà, l’aiuto ai poveri, la preghiera per gli ammalati e per chi soffre, la sincerità, l’amicizia, la compassione, la verità in ogni circostanza.

Da un cuore puro nascono la gioia, la capacità di comprendere il divino, la fiducia in Dio, il pentimento sincero, la conoscenza di se stessi e dei propri peccati, la vera umiltà, un grande amore a Gesù e a tutti.

Tutti voi che leggete avete le potenzialità per trasfigurarvi nello spirito e diventare come vuole Gesù, in ognuno di voi c’è tanto Bene da tirare fuori ed è facile se si chiede aiuto alla Maestra di perfezione e di santità, l’Immacolata Concezione.

Per diventare come vuole la Madonna vi esorto a leggere con attenzione e a regalare in questi giorni delle feste di Natale il mio libro sul Santo Rosario, di 352 pagine, tutto a colori e carta pregevole. Ha un alto valore commerciale ma come sempre vi lascio liberi di fare una donazione secondo il vostro cuore.

Aiutate quanti non conoscono il Santo Rosario e la Madonna benedirà voi e i vostri familiari.

Ordinate e regalate più libri per far conoscere la preghiera più potente e più amata dalla Vergine Santa. È tempo di fare qualcosa per gli altri, è il regalo più efficace per aiutare chi non prega o non conosce il Santo Rosario.

SE AMATE DAVVERO LA MADONNA, FATELA AMARE ANCHE AGLI ALTRI.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

Nel nostro sito numerosi articoli interessanti, libri e altro: www.gesuemaria.it

Dio ci conosce dall’eternità ed è portentoso – 16 Dicembre 2021 0

Dio ci conosce dall’eternità ed è portentoso – 16 Dicembre 2021

Giovedì 16 dicembre 2021

III Settimana di Avvento

+ VANGELO (Lc 7,24-30)

Giovanni è il messaggero che prepara la via al Signore.

+ Dal Vangelo secondo Luca

Quando gli inviati di Giovanni furono partiti, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che portano vesti sontuose e vivono nel lusso stanno nei palazzi dei re. Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, Io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”. Io vi dico: fra i nati da donna non vi è alcuno più grande di Giovanni, ma il più piccolo nel Regno di Dio è più grande di lui. Tutto il popolo che Lo ascoltava, e anche i pubblicani, ricevendo il battesimo di Giovanni, hanno riconosciuto che Dio è giusto. Ma i farisei e i dottori della Legge, non facendosi battezzare da lui, hanno reso vano il disegno di Dio su di loro». Parola del Signore 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Oggi inizia la Novena di Natale dedicata a Gesù Bambino, si celebra nei nove giorni precedenti la solennità del Natale. La Novena favorisce la crescita dell’amore verso Dio che prende un Corpo umano per annunciare all’umanità la Verità che nessuno conosceva né poteva mai raggiungere.

Gli effetti di questa NOVENA sono straordinari e le Grazie che si ottengono sono incalcolabili, dipende dall’amore che si nutre verso Gesù. In questa ricorrenza adoriamo la nascita con un Corpo del Figlio eterno di Dio e l’ingresso nella storia umana.

È il momento di iniziare con molto fervore questa Novena e prepararci all’incontro della Notte Santa, però voglio evidenziare che Dio Padre nella sua impenetrabile sapienza ha voluto che il Bambino crescesse seguendo le fasi naturali di tutti i bambini.

Anche se Gesù Bambino non parlava subito dopo la nascita e aveva le identiche necessità di tutti i neonati, il suo Spirito era quello di Dio, precisamente era la Parola eterna che taceva per lasciare sfogare la gioia, il pianto, la fame e la sete del suo essere Bambino e che la sua natura umana richiedeva.

Noi che abbiamo ancora una Fede integra dobbiamo gioire per la venuta nel mondo di Dio in un Bambino e consolarLo per tutte le persecuzioni che patì già subito dopo la sua nascita. Molte volte nella sua vita fu bersaglio dell’odio dei malvagi e progettavano come ucciderlo.

I giorni di questa Novena siano diversi, migliori di tutti i giorni dell’anno per dedicare maggiore tempo alla preghiera fervorosa.

Moltissime persone rendono vano il disegno di Dio su di loro, un disegno sempre meraviglioso e unico per ogni uomo e donna. Dio Padre ha pensato a ciascuno di noi fin dall’eternità, ci conosceva prima ancora della creazione di Adamo ed Eva e questo ci sbalordisce perché abbiamo un Dio portentoso.

Il disegno che Dio ha su ogni persona, non sempre viene compreso, anzi, sono poche le persone che capiscono la vocazione grazie all’aiuto del Padre spirituale. Ognuno ha una sua  vocazione che possiamo intendere come attitudine a fare una determinata cosa, e solitamente si pensa alla vita religiosa o al matrimonio. Molti per varie ragioni scelgono di non sposarsi e se hanno Fede in Gesù vivono una vita gioiosa.

Sono scelte personali nella stragrande maggioranza dei casi, oppure la risposta a ciò che viene avvertito interiormente come disegno di Dio. Ma arriva veramente da Dio l’ispirazione nel voler scegliere una determinata strada?

Non è sempre Gesù a ispirare, più spesso è Satana e bisogna vigilare, c’è anche l’intima esigenza di voler compiere quello che piace.

Diceva Gesù sulla disobbedienza: «I farisei e i dottori della Legge, non facendosi battezzare da lui, hanno reso vano il disegno di Dio su di loro».

Come questi, oggi sono miliardi quelli che non pensano neanche alla possibile esistenza di un Dio Creatore, tantomeno ad un disegno personale che equivale alla realizzazione umana in questa vita e poi la conquista della vita eterna.

Un grande trionfo è infatti il raggiungimento del Paradiso, e lo hanno detto Anime Sante apparse, per esempio, a Natuzza Evolo.

Ognuno di noi porta addosso un disegno deciso da Dio, le modalità o l’applicazione ad ogni persona la conosce solo Dio. In questo disegno c’è scritto ciò che è davvero importante nella nostra vita, è quello che Dio ha deciso come bene migliore per ognuno ed ha come fine la salvezza dell’anima e i modi per ottenere la salvezza eterna.

Siamo sicuri di avere compreso il senso della nostra vita e i modi migliori per raggiungere la salvezza eterna?

Non c’è solitamente sofferenza in chi è solo/a, se c’è una Fede matura non si abbatte né considera la sua vita inferiore a quella degli altri.

D’altronde, è preferibile accettare la condizione di single in un contesto spirituale, piuttosto che sposare la persona sbagliata.

Si valuta caso per caso, ma dove si prega è presente la pace e si vive nella gioia.

Ci sono persone sposate che spesso ripetono di avere sbagliato vocazione ma può essere solo una tentazione. Ci sono Religiosi che arrivano a perdere il fervore e pensano al matrimonio, ci sono quelli che trovano l’anima gemella e vivono in clandestinità, altri lasciano il sacerdozio e si sposano.

Qual era il vero disegno di Dio su queste persone?

Nessuno è in grado di giudicare, solo Dio conosce perfettamente i loro cuori. Certamente, tradire il sacerdozio perché si dà sfogo all’istinto carnale è gravissimo, però, nel caso della definitiva scelta dell’abbandono per convolare a nozze civili, la Chiesa lascia liberi. Molti ex sacerdoti portano profonde ferite per la scelta impulsiva della relazione con una donna.

Il disegno di Dio è presente anche negli atei, negli anticlericali e in tutti gli esseri umani.

In questi giorni di preparazione al Santo Natale, pensiamo di più a Gesù Bambino e Lui ci invierà piccoli e grandi segni del suo Amore.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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Questo è il tempo di Grazia per seguire Gesù – 15 Dicembre 2021 0

Questo è il tempo di Grazia per seguire Gesù – 15 Dicembre 2021

Mercoledì 15 dicembre 2021

III Settimana di Avvento

+ VANGELO (Lc 7,19-23)

Riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Giovanni chiamati due dei suoi discepoli li mandò a dire al Signore: «Sei Tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Venuti da Lui, quegli uomini dissero: «Giovanni il Battista ci ha mandati da Te per domandarti: “Sei Tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”». In quello stesso momento Gesù guarì molti da malattie, da infermità, da spiriti cattivi e donò la vista a molti ciechi. Poi diede loro questa risposta: «Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciata la buona notizia. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!». Parola del Signore 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Non sono mai sufficienti le parole per dimostrate sinceramente le buone qualità possedute, ci vogliono le prove, come si usa dire. Le prove sono i segni che ognuno di noi rilascia quando parla, agisce, sceglie, o mostra con il suo stile di vita.

Purtroppo, nella stragrande maggioranza delle persone, credenti e non, c’è una discordanza tra la percezione che si ha di sé e come si vive esteriormente. È un problema personale innato di ognuno, ma tantissimi lo superano presto quando incontrano la Verità, quando la Luce di Dio illumina interiormente e fa vedere anche l’invisibile, la parte più misteriosa della persona.

Personaggi famosi e potenti del mondo, privi della vera conoscenza di Gesù, percepiscono se stessi in un Io elevato quasi oltre l’Universo… Hanno la convinzione -per l’autorità civile o ecclesiale che ricoprono- di essere una divinità. Si illudono di essere come il Sole che illumina e riscalda, sta fermo e tutto gira attorno in atto di adorazione.

La Terra ruota intorno al Sole per via della forza di gravità maggiore e questo giro è chiamato moto di rivoluzione. È il movimento che un pianeta o un altro corpo celeste compie attorno a un centro di massa.

I veri cristiani sono attratti dal centro dell’Universo che è Dio, molti non credenti invece considerano se stessi il centro di tutto.

Il nostro cammino di Fede ci aiuta a ridimensionare la visione gigantesca che spesso si possiede, anche senza volerlo o pensarci. Sono pensieri incontrollati che con grande facilità sorgono nella mente e portano a fuorviare la vita anche delle persone perbene.

Non vogliono pensare a determinate cose ma i pensieri ossessivi li trasportano idealmente lì dove non vogliono. Qui si comprende la forza spirituale del credente, si scopre la determinazione nel controllare la volontà e il suo grado di Fede.

Molti non riflettono che vengono valutati da Gesù dalle parole che pronunciano e dalle opere che compiono! Valutati anche dai pensieri che rimangono molto spesso non espressi per non far conoscere anche al familiare le proprie convinzioni.

Avviene in tutti i luoghi, soprattutto in quelli sacri.

Solo chi ha una visione soprannaturale della vita riesce a capire gli avvenimenti della sua esistenza e le meritevoli ragioni per vivere bene questa vita. È la visione soprannaturale del tempo che viviamo a darci gli stimoli giusti per agire in modo opposto ai mondani, per parlare con grande rispetto e con assoluta onestà, per distaccarci dalle cose inutili e dai vizi.

Il cammino da fare è quello dell’umiltà, la riflessione seriamente interiore per conoscerci bene e per agire sempre con amore, dimenticando l’orgoglio. I ripetuti esercizi spirituali devono guidarci a parlare con umiltà e verità, senza più giudicare e dando a tutti il rispetto che meritano. Questi esercizi spezzano l’orgoglio e la bontà prende il suo posto.

Diventano sempre più persone di valore per i principi che professano pubblicamente.

A NOI NON DEVE IMPORTARE NULLA DEL GIUDIZIO DEGLI ALTRI, OGNUNO PARLA SECONDO CONVENIENZA E COME GLI GIRA LA LUNA QUEL GIORNO. TUTTI CI DEVONO PERCEPIRE COME PERSONE INTEGERRIME, ONESTE, LEALI, BUONE, MITI MA CORAGGIOSE, PAZIENTI MA ESIGENTI NELL’AFFERMAZIONE DELLA VERITÀ.

Non tutti ci ameranno nonostante tutta la nostra disponibilità e amore, ma così avviene a quelli che non sono amati dai superficiali.

Chiediamo al Cuore buono di Gesù di trasformare i nostri cuori, di renderli proprio come il suo.

Chiediamo alla Madonna di aiutarci a rimanere alla presenza di Dio, di parlare e agire come se Dio fosse presente. Dio ascolta e vede tutto.

Il Vangelo oggi ci parla di due discepoli di Giovanni Battista che andarono a chiedere a Gesù notizie sulla sua identità. Il Battista non aveva dubbi ma i suoi discepoli avevano necessità di capire, per questo vennero mandati a chiedere: «Sei Tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?».

Una domanda rispettosa e chiarificatrice, infatti Gesù non la prende come una sfida né lamenta il motivo della presenza dei discepoli del Battista.

Al contrario, è felice vedendoli davanti a Lui e per dare una immeditata risposta a loro, mostra dei segni che può compiere solo chi viene da Dio. Gesù era il Figlio di Dio e non voleva rivelarlo in quella circostanza, era prematuro, erano i segni a testimoniare la sua provenienza.

«IN QUELLO STESSO MOMENTO GESÙ GUARÌ MOLTI DA MALATTIE, DA INFERMITÀ, DA SPIRITI CATTIVI E DONÒ LA VISTA A MOLTI CIECHI».

Gesù opera meraviglie di Grazie quando la richiesta di aiuto è sincera, fatta con Fede, accompagnata da una umiltà autentica.

«Sei Tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?».

Questa domanda oggi moltissimi cristiani non se la pongono nemmeno, pur conoscendo che Gesù è Dio e dopo duemila anni di incalcolabili segni divini che ha dato direttamente ai credenti, anche attraverso sua Madre Santissima e i Santi autentici testimoni.

Il vivo desiderio che troviamo nei discepoli di Giovanni Battista, non si trova più in moltissimi cristiani di oggi che non pregano mai, sia per la vita dissipata sia per gli interessi materiali che prendono il sopravvento sulla spiritualità.

Questo è il tempo di Grazia per fermarsi e domandarsi quale direzione ha intrapreso la vita che si conduce!

La risposta che Gesù dà ai discepoli di Giovanni Battista che poi seguiranno Lui, è valida anche per noi e dobbiamo riflettere su queste parole: «Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito:I CIECHI RIACQUISTANO LA VISTA, GLI ZOPPI CAMMINANO, I LEBBROSI SONO PURIFICATI, I SORDI ODONO, I MORTI RISUSCITANO, AI POVERI È ANNUNCIATA LA BUONA NOTIZIA».

Questo è Gesù, solo Lui compie queste meraviglie e nessuno potrà mai sostituirsi a Lui, nessuno sarà in grado di compiere miracoli.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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Dei due figli, uno va a lavorare nella vigna, l’altro non obbedisce – 14 Dicembre 2021 0

Dei due figli, uno va a lavorare nella vigna, l’altro non obbedisce – 14 Dicembre 2021

Martedì 14 dicembre 2021

III Settimana di Avvento

+ VANGELO (Mt 21,28-32)

È venuto Giovanni e i peccatori gli hanno creduto.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo». E Gesù disse loro: «In verità Io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel Regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli». Parola del Signore 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

L’affermazione forte che Gesù rivolge ai sommi sacerdoti del Tempio e agli anziani del popolo scaturisce da una delle innumerevoli provocazioni avventate, che fanno provare agli ipocriti ebrei, solo per qualche minuto una contentezza amara ed inebriata nel Male, illusi di poter intrappolare il Figlio di Dio con le loro insulse tesi.

La parte che anticipa il Vangelo di oggi è una forte provocazione dei citati ebrei, dopo avere visto Gesù nel Tempio che insegnava. «Gli dissero: “Con quale autorità fai questo? Chi ti ha dato questa autorità?”». Immagino l’ira segnata nei loro volti malvagi, le parole cavernose e strozzate come di animali famelici.

Cosa compiva di così grave il Signore Gesù? Parlava di Dio, insegnava ad amare e a perdonare, questo molto probabilmente rendeva i suoi nemici collerici perché incapaci di operare bene, di amare e perdonare, di osservare correttamente i Comandamenti.

Non posso non ricordare le persecuzioni tremende patite da Padre Pio causate anche da Cardinali mossi da un tumulto interno e da una collera incontrollabile quando sentivano parlare del grande Santo. Cosa faceva di male Padre Pio o che cosa potevano rimproverargli della sua vita?

Proprio ciò che non riuscivano a fare quanti Lo odiavano rabbiosamente!

Quanto Gesù diceva agli ebrei, lo ripete oggi a tutti i suoi Ministri che non Lo seguono più e senza risparmiare scandali, calpestano davanti al mondo il Vangelo. È un miracolato invece chi arriva a comprendere nella Luce di Dio la gravità dello scandalo dato anche ad una sola persona.

Molti Ministri di Dio commettono ripetuti scandali e non hanno la forza per fermarsi e chiedere a Gesù la Grazia di essere rivitalizzati nell’anima.

«Chi scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in Me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare. Guai al mondo per gli scandali! È inevitabile che avvengano scandali, ma guai all’uomo per colpa del quale avviene lo scandalo!» (Mt 8,6-7).

Questo spiega l’affermazione che lascia storditi gli ebrei e continua a richiamare i Pastori che oggi non predicano più i veri insegnamenti di Gesù Cristo: «In verità Io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel Regno di Dio».

Una verità tagliente e definitiva detta da Gesù a quanti Lo odiavano.

Egli anche oggi la rivolge agli ingannatori che tradiscono la sua Chiesa, ed è la rappresentazione della realtà se pensiamo alla rovina eterna di incalcolabili credenti che si lasciano trasportare dalle emozioni e non dalla Verità insegnata da millenni dalla Chiesa di Gesù. Al solo pensare ai comportamenti scandalosi offerti al mondo, dovrebbero invocare la caduta di montagne su di loro!

«… e dicevano ai monti e alle rupi: Cadete sopra di noi e nascondeteci dalla faccia di Colui che siede sul trono e dall’ira dell’Agnello» (Ap 6,16).

Nel dialogo breve ma intenso nel Tempio, Gesù lo concluse con una delle sue solite risposte che non lasciavano possibilità di repliche per lo stordimento che procurava ai suoi nemici, ed inserì anche una parabola che da sola vale tutte le altre risposte sagge e bibliche date da Lui ai turnisti che si alternavano per cercare di far sbagliare la Sapienza incarnata.

Gesù spiegò nella parabola che due figli furono invitati ad andare a lavorare nella vigna: quello che inizialmente si era rifiutato, poi se ne è pentito e andò a lavorare. L’altro, inizialmente aveva accontentato il padre rendendosi disponibile ma poi di nascosto non andò a lavorare nella vigna.

La vigna simboleggia la Santa Chiesa, i due figli rappresentano soprattutto i Ministri di Dio.

I Sacerdoti devono essere disponibili giorno e notte per le necessità del popolo, sono stati chiamati a servire il popolo, per questo la loro disponibilità a confessare ogni giorno e a guidare spiritualmente le anime che chiedono consigli, deve essere totale.

I credenti ricorrono al Sacerdote se sono a conoscenza di trovarlo lì dove è chiamato a servire la Chiesa e se lo trovano disponibile e gioioso.

Dei due figli indubbiamente compie la Volontà di Dio il primo, nonostante il suo iniziale rifiuto, ma ciò che conta è l’opera compiuta.

Cosa che non ha fatto il secondo figlio, egli promise ma non fece nulla, disobbedì stoltamente a suo padre, perdendo per stupida leggerezza la fiducia che il padre riponeva in lui. Era un figlio falso che parlava per ingannare, prometteva e non manteneva.

Vediamo come mai il primo figlio cambiò proposito.

Aveva detto che non sarebbe andato nella vigna, poi la sua coscienza delicata lo avvertì dell’errore e si riprese. Anche se aveva avuto un iniziale rifiuto, in lui trionfò l’amore, il senso del dovere, il ringraziamento per quanto suo padre aveva compiuto per lui.

È l’amore che nobilita il figlio che ha riveduto la sua posizione iniziale.

Alle parole devono seguire le opere, anche se in Gesù vediamo che prima ha operato e poi ha insegnato. Egli non apprezza e biasima quanti «dicono e non fanno» (Mt 23,3). Le parole possono anche contenere ambigue spiegazioni e l’unico di cui bisogna fidarsi è il Signore, che nel Vangelo parla chiaramente e definitivamente.

Non lasciatevi sedurre dai sentimenti che festeggiano ciò che piace ai sensi, seguite quelle parole che sono radicate nel Vangelo, senza considerare altro. La Volontà di Dio non si compie con le promesse frivole, non si compie trasgredendo i Comandamenti.

Il secondo figlio, infatti, promise di andare nella vigna ma non compì nulla del comando del padre e di quanto aveva promesso.

Il primo figlio invece riuscì a dominare gli impulsi e diede prova al padre del suo sincero amore. L’amore verso il padre lo rese docile.

La parabola spiega che l’obbedienza a Gesù nasce dall’amore, l’amore è sempre proporzionato alla conoscenza di Lui.

È tempo di mettere da parte quanto non è importante e di meditare i grandi miracoli di Gesù per percepirLo come Onnipotente, Colui che può tutto e quanto chiediamo nella preghiera umile e fiduciosa, si ottiene.

«Gesù gli disse: “Tutto è possibile per chi crede”» (Mc 9,23).

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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I diavoli accecano la mente, ispirano idee fisse e sbagliate – 13 Dicembre 2021 0

I diavoli accecano la mente, ispirano idee fisse e sbagliate – 13 Dicembre 2021

Lunedì 13 dicembre 2021

III Settimana di Avvento

Santa Lucia

+ VANGELO (Mt 21,23-27)

Il battesimo di Giovanni da dove veniva?

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù entrò nel Tempio e, mentre insegnava, gli si avvicinarono i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo e dissero: «Con quale autorità fai queste cose? E chi ti ha dato questa autorità?». Gesù rispose loro: «Anch’Io vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, anch’Io vi dirò con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni da dove veniva? Dal Cielo o dagli uomini?». Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal Cielo”, ci risponderà: “Perché allora non gli avete creduto?”. Se diciamo: “Dagli uomini”, abbiamo paura della folla, perché tutti considerano Giovanni un profeta». Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo». Allora anch’Egli disse loro: «Neanche Io vi dico con quale autorità faccio queste cose». Parola del Signore 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

I nemici del Signore lo trattavano con disprezzo, un atteggiamento che escludeva anche una minima cognizione della statura morale di Gesù, del suo potere soprannaturale e degli insegnamenti improntati sulla giustizia e sulla verità. Non parliamo poi del suo essere Figlio di Dio, una Verità tacciata molte volte come bestemmia.

Chi non ama Gesù parla come gli ebrei arroganti, non misura le sue parole ed esprime un odio viscerale verso quanti Lo adorano.

«Con quale autorità fai queste cose? E chi ti ha dato questa autorità?».

È un atteggiamento che ostacola il proselitismo voluto da Gesù e sono parole espresse con odio e turbamento.

Mi sta impressionando molto negli ultimi anni la pratica naturale, istintiva e persistente della bugia o inganno. Non pretendo con queste parole convincere nessuno, come sempre esprimo il mio pensiero e ognuno ne trae la propria opinione.

Ci sono tante persone intelligenti in Italia eppure senza discernimento sbagliano di continuo orientamento, rimanendo illusi di fare cose che mai nessuno… o di stare sui piedistalli intenti all’ascolto di applausi immaginari perché mai cominciati.

Una forma simile di applausi non sinceri viene attestata già nel mondo romano da Ovidio e Svetonio, sono applausi di quanti ricevono benefici sotto qualsiasi forma e smettono improvvisamente non appena terminano i benefici. Non era vero amore.

È l’amore l’assente più sicuro di questa società, dove quasi tutto appare artificioso, studiato e sofisticato, senza la semplicità del Vangelo che sta ad indicare la genuinità dell’agire e la purezza intellettuale, qualità che contraddistinguono soprattutto i buoni cristiani, quelli autentici.

Questa società senza Dio o con un dio «artificiale» si identifica sia nell’orgoglio personale che nell’inganno machiavellico.

Ciò che manca di molto importante nei cuori di moltissimi personaggi pubblici è la verità, mentre sono saturi di inganni e ipocrisie.

Il popolo spesso viene chiamato «bue» in senso spregiativo da chi si considera un prescelto dal destino, senza riuscire però a decifrare i segni dei tempi né tantomeno capire che se una grande parte del popolo è una massa di individui ottusa, priva di capacità critiche e facilmente influenzabile, ci sono altri che i segni li colgono molto bene perché sono seguaci di Cristo. Hanno lo Spirito di Dio.

Tante altre finzioni sono continuamente rappresentate da questa società, diventata un teatro aperto con tantissimi attori, e potrei aggiungere molto altro per farvi riflettere che non tutto quello che appare o ascoltate è veritiero, attendibile, o per considerare insieme la tragicità che stiamo vivendo in Italia, non solamente con i politici incapaci, confusi e abili opportunisti.

Ad un gruppo di persone negli anni scorsi spiegavo che come metodo per intuire la verità, occorreva credere tutto il contrario di quanto affermava quel politico o quell’altro ancora. Con l’aiuto di Dio si capisce quando un determinato politico è sincero o dice bugie ed inganna.

Di per sé c’è la regola sicura ed afferma che tutti i politici senza Dio dicono sempre bugie e con estrema naturalezza. È il loro modo di relazionarsi. I politici cattolici sono più sinceri, se dicono bugie è per debolezza, almeno quelli che conducono una buona vita spirituale e riescono a controllare i pensieri.

Gli stati d’animo dei politici non sono diversi dagli altri cittadini, ma i «professionisti» della politica che non hanno mai lavorato sono maestri nell’arte della bugia, dell’inganno. Basta ascoltare solo la voce per intuire se dicono la verità o imbrogliano, e tanti amici mi chiedevano molto spesso pareri su Tizio o Caio e quanto riferivo, poi nel tempo si verificava sempre. Anche adesso.

L’abilità di questi giullari e cantori ambulanti che non conoscono i canti sacri e le preghiere cristiane, è solo quella di arricchirsi con il potere e cercare di calmare il narcisismo che incorporano, non hanno alcun interesse di tutti noi né della Patria Italia.

Il ricordo di Santa Lucia infonde nell’anima qualcosa di luminoso, non per la luce legata al suo nome, è una gioia spontanea che colpisce almeno quanti conoscono la sua storia. È una delle figure più care alla devozione cristiana, sicuramente per la sua prodigiosa intercessione nell’ottenere Grazie speciali a quanti ricorrono a Lei per problemi agli occhi.

Santa Lucia è la Patrona di Siracusa, dei ciechi, degli oculisti, degli elettricisti e viene invocata per le malattie degli occhi.

Moltissimi devoti ricorrono a Lei per la guarigione degli occhi fisici, solo i veri fedeli la pregano per gli occhi della Fede, questi sono i più importanti, quelli che illuminano la mente, l’anima, tutta la persona e non fanno sbagliare valutazione.

Il ricorso alla Santa deve considerare anche questi «occhi» che vedono anche l’invisibile ed è possibile solo con la Luce e la Grazia di Dio.

La malattia degli occhi è sicuramente una sofferenza doppia, riguarda anche la sofferenza morale, la paura di non poter vedere più.

LA CECITÀ INTELLETTUALE È UN TEMA MOLTO ATTUALE, È FACILE NOTARLO PER LE SCELTE IRRAZIONALI CHE COMPIONO I POTENTI, LE DICHIARAZIONI E SOPRATTUTTO LE OPERE DI MOLTI PERSONAGGI PUBBLICI DI OGNI SETTORE. DALLE LORO PAROLE SI CAPISCE CHE LA SAGGEZZA E L’OCULATEZZA SONO ESTRANEE A TUTTI LORO E CHE QUANTO AFFERMANO SULLA PANDEMIA IN ATTO È TUTTO UN INGANNO.

Non c’è neanche necessità di ascoltare certe dichiarazioni o vedere operare tanti personaggi pubblici, già nei loro volti è impresso l’inganno.

Un cuore senza Dio è immerso nell’idolatria e come potrà ascoltare e amare Gesù senza possedere quantomeno il desiderio?

Dobbiamo chiedere ogni giorno al Signore di farci vedere con i suoi occhi, ancora più importante è di farci capire la realtà con la sua mente. L’inganno dei diavoli non risparmia nessuno, essi dominano dove non c’è la preghiera umile e sono anche molto ingegnosi nell’ispirare il contrario di ogni verità.

Hanno la capacità di far vedere la realtà in modo distorto da come è, ma il lavoro più sottile è di offuscare la mente ispirando il contrario della verità.

Il segnale indubitabile che arriva dai diavoli è quello di infondere pensieri falsi e infondati per allontanare dal Vangelo e dalla salvezza.

I pensieri opprimenti, insistenti e alle volte tormentosi contro Gesù e il Santo Rosario sono opera dei diavoli. Essi non vogliono far pregare, né vogliono far avvicinare i peccatori ai Sacerdoti spirituali e poveri disponibili a santificare il popolo.

Quando vi arrivano alla mente ripetuti pensieri opprimenti, rifiutateli immediatamente e riflettete che la salvezza eterna val bene una rinuncia.

Occorre la Luce di Gesù per «vedere» con gli occhi illuminati dallo Spirito Santo, altrimenti l’intelletto resta al buio e si agisce con molta impulsività.

Santa Lucia deve aiutarci a vedere bene con gli occhi fisici, a capire qual è la Volontà di Dio da compiere e a vincere i pensieri falsi e ossessivi.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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Differenze tra l’allegria del mondo e l’allegria cristiana – 12 Dicembre 2021 0

Differenze tra l’allegria del mondo e l’allegria cristiana – 12 Dicembre 2021

Domenica 12 dicembre 2021

III DOMENICA DI AVVENTO

+ VANGELO (Lc 3,10-18)

E noi che cosa dobbiamo fare?

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto». Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed Egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato». Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe». Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene Colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile». Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Questa domenica è chiamata «Gaudete» dall’inizio dell’introito della Messa, che viene tratto dalla Lettera di San Paolo ai Filippesi: «Rallegratevi sempre nel Signore: ve lo ripeto, rallegratevi, il Signore è vicino» (4,4-6).

Nel mezzo dell’Avvento la Chiesa ci invita a gioire per il Natale ormai vicino, siamo giunti a metà di questo Tempo liturgico. La nota di allegria deve essere presente nel cristiano in questa attesa del Bambino, d’altronde questa preparazione al Natale farà ricevere quella Grazia e tanti doni, proporzionatamente all’amore verso Gesù e all’impegno spirituale profuso in questo Avvento.

La notte di Natale Gesù elargirà ad ognuno quanto meriterà. Dio guarderà i cuori e donerà miracoli ai buoni che Lo hanno atteso nella preghiera.

In questa domenica oltre al colore rosaceo al posto del viola, si ritorna al suono dell’organo e la presenza di fiori sull’altare maggiore.

L’invito a rallegrarsi per l’incontro con il Signore, è una prerogativa che possono sperimentare solo quanti sono in comunione con Gesù e ricevono i suoi doni. Le persone che adorano il vero Dio ricevono una o molte risposte da Lui, anche ogni giorno e questo è motivo di allegria, ma non sono i doni a rendere allegri i cristiani.

Sono allegri per l’appartenenza al Signore Gesù, perché Lo portano nel cuore e sono sempre nella gioia, anche nei momenti più dolorosi.

PER ALLEGRIA SI INTENDE UNO STATO D’ANIMO GIOIOSO, FELICE CHE SI MANIFESTA DOLCEMENTE. È UNO STATO DI LETIZIA, DI CONTENTEZZA.

Quello che dobbiamo capire è la sorgente della vera allegria che arriva dalla Fede, rispetto ad alla falsa allegria mondana che si sperimenta e si spegne.

Qui c’è una importante distinzione da rilevare: l’allegria del mondo e dei piaceri mondani, quindi senza Gesù, è passeggera e poi svanisce nel nulla, riportando nella persona la malinconia o la tristezza, in molti casi sconforto e abbattimento. UNA DESOLAZIONE INTERNA CHE SALE DALLO STERNO E FA SENTIRE UN TERRIBILE SENSO DI VUOTO.

L’allegria che dà il mondo viene da ciò che aliena l’uomo; nasce quando questi riesce finalmente a sfuggire a se stesso, quando bada a ciò che è esteriore, quando distoglie lo sguardo dal mondo interiore, che gli riserva dolorosa solitudine, perché lo sguardo non vi trova che desolazione e tristezza.

L’allegria cristiana al contrario è una virtù e si acquisisce con un costante impegno spirituale. Si differisce profondamente da quella che intende il mondo.

Il cristiano ha la gioia in se stesso, perché nella sua anima in Grazia è presente Dio. Questa è la fonte permanente della sua allegria.

L’allegria del mondo invece è meschina e passeggera.

Non appena qualcosa di contrario colpisce chi non prega, avviene un abbattimento disastroso che trasmette molto spesso anche ai familiari, lo porta con sé in ogni luogo, fino a far sorgere quasi una disperazione silenziosa. Molti ricorrono alle droghe, altri all’alcool, chi agli idoli e tante altre dipendenze pericolose.

L’assenza di Cristo è il vero dramma di oggi, si ricorre alla ricerca di diversivi per sfuggire alla solitudine interiore e cresce la paura per il vuoto.

Un’anima triste è in balia di molte tentazioni. Quanti peccati commessi all’ombra della tristezza. L’inquietudine dimostra l’assenza di Gesù.

La tristezza nasce dall’egoismo, dal pensare a se stessi dimenticando gli altri, dall’indolenza nel lavoro, dalla poca mortificazione, dalla ricerca di compensazioni, dalla trascuratezza nel rapporto con Dio.

L’allegria del cristiano invece è profonda e capace di resistere in mezzo alle difficoltà.

È UN’ALLEGRIA COMPATIBILE CON IL DOLORE, CON LA MALATTIA, CON GLI INSUCCESSI E LE CONTRARIETÀ. AVERE LA CERTEZZA CHE DIO È NOSTRO PADRE E VUOLE IL MEGLIO PER NOI CI DÀ UNA FIDUCIA SERENA E ALLEGRA ANCHE DI FRONTE ALLA SOFFERENZA E AD OGNI CONTRARIETÀ.

Nei momenti cupi che un uomo senza Fede considererebbe fatali e rovinosi, il cristiano scopre Gesù e, con Lui, un bene molto più alto.

Mi fermo qui sull’allegria cristiana per dare qualche spunto sulle domande che persone di vari ceti ponevano a Giovanni Battista. Essi volevano sapere da lui cosa dovevano fare e questo sorprende molto perché non tutti erano osservanti della Legge.

Erano pubblicani, soldati, intere folle a chiedergli consigli e questo dato ci dice che vedevano in Giovanni Battista un uomo buono, penitente e coerente. I Sacerdoti e i Prelati trovano in Giovanni Battista il vero modello da imitare: colui che indica sempre e solo Cristo mettendosi da parte.

«Che cosa dobbiamo fare?».

«Maestro, che cosa dobbiamo fare?».

«E noi, che cosa dobbiamo fare?».

Uno dei grandi impegni del cristiano è di portare l’allegria indicata da Gesù nel Vangelo a un mondo che è triste perché si è allontanato da Dio.

C’è altro di più importante da capire: noi che cosa dobbiamo fare per mettere in pratica gli insegnamenti del Vangelo? Obbedire a Gesù.

1 Ave Maria per Padre Giulio

“O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen”.

3 Ave Maria…

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