Domenica 10 novembre 2013 XXXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
di
gesuemaria
·
15 Gennaio 2021
- VANGELO (Lc 20,27-38)
Dio non è dei morti, ma dei viventi. - Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducèi -i quali dicono che non c’è risurrezione- e gli posero
questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: “Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza
figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello”. C’erano dunque sette fratelli: il
primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie
e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli
della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei
viventi; perché tutti vivono per lui». Parola del Signore
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Oggi è la terz’ultima domenica dell’anno liturgico, in queste ultime domeniche si pone la riflessione sulle realtà ultime del mondo visto nel suo insieme e di ogni uomo in particolare. Le letture di queste domeniche invitano a considerare il momento presente in prospettiva del futuro, a considerare le opere di oggi in base agli effetti che produrranno. Il Vangelo di questa domenica parla del presente e del futuro, ma è errata la ricerca che
fanno i sadducei, non vogliono conoscere la Verità biblica ma sono arroccati sulle loro idee sbagliate.
La domanda posta dai sadducei era un tranello per trovare in Gesù l’errore ed accusarlo, ma anche questa
volta il progetto sfumò e rimasero in silenzio. I sadducei di allora somigliano senza dubbio ai miscredenti e ai
cristiani svogliati di oggi, i quali non credono alla risurrezione e vivono come se Dio non esistesse o fosse morto.
Questa sètta ostentava religiosità ma cadeva in meschine contraddizioni. Anche oggi vediamo tra i cristiani molte contraddizioni.
Il loro quesito mancava di sostanza e la stessa domanda li mostrava incoerenti. Non credevano nella risurrezione ma confidavano in Dio, praticamente dando a Lui poteri limitati, infatti con il loro ragionamento Egli non
era in grado di causare la risurrezione dei morti alla fine del mondo. Si sente parlare poco nel Vangelo di loro
rispetto ai farisei, ma lo stesso i sadducei erano cavillosi e tendevano continue trappole a Gesù.
I sadducei costituirono un’importante corrente spirituale rappresentata eminentemente dall’aristocrazia delle
antiche famiglie, nell’ambito delle quali venivano reclutati i sacerdoti dei ranghi più alti, nonché, in particolare,
il Sommo sacerdote. La corrente dei sadducei, si richiamava, nel proprio nome, all’antico e leggendario Sadoc,
sommo sacerdote al tempo di Salomone. Cercavano di vivere un giudaismo illuminato, e quindi di trovare un
compromesso anche con il potere romano.
Sul piano dottrinale, si conosce che i sadducei, a differenza dei farisei considerassero vincolante solamente
la Legge scritta, ossia quanto tramandato nei libri della Bibbia ebraica o Torah. Di segno opposto erano i farisei, essi sostenevano che fosse uguale, se non anche superiore, la Legge orale, quindi la tradizione interpretativa
della Torah, trasmessa in maniera verbale, di generazione in generazione.
Al contrario dei farisei, i sadducei non credevano alla resurrezione dei morti, alla perpetuazione dell’individuo dopo la morte, in corpo e spirito. I sadducei rifiutavano l’idea dell’esistenza di un’anima immortale. Pare
che non accettassero nemmeno la dottrina degli Angeli.
Questa schizzata spiritualità dei sadducei metteva in crisi lo stesso giudaismo, come oggi la Chiesa vive una
crisi nel suo interno per le varie dottrine che circolano, è una confusione che destabilizza la Fede in molti credenti ma non intacca la santità della Chiesa. Molti cattolici vivono nel dubbio o seguono insegnamenti sbagliati,
affascinati da teorie che non sono bibliche. Una nuova esperienza babilonese si è affacciata da diversi decenni
nella Chiesa.
Gesù ha proclamato la risurrezione dei corpi, quindi è una Verità di Fede raccolta nel credo che recitiamo
spesso, la vita non termina in questa vita come continuano a diffondere molti non credenti, soprattutto gli anticlericali che giustificano le loro immoralità cercando di soffocare la voce della Chiesa. Questa vita continua
nell’aldilà in modo diverso e in contesti ultraterreni, e ogni uomo con le sue opere sceglie il suo futuro dopo
questa esistenza.
Noi cristiani professiamo nel Credo la speranza nella risurrezione del corpo e nella vita eterna, è un articolo
di Fede che esprime il fine e il coronamento del disegno di Dio sull’uomo. Di fronte alle cose terrene che ci attraggono e possono sembrarci le uniche che contano, dobbiamo considerare costantemente che la nostra anima
è immortale e che si unirà al proprio corpo alla fine dei tempi.
L’anima e il corpo sono destinati a un’eternità senza fine!
Chi non prega o prega poco considera Dio come non esistente, questo avviene anche ai cristiani che pregano
male, senza amore e distaccati dal Vangelo. Non fermatevi ad una spiritualità esteriore o apparente, date spazio
allo Spirito Santo di visitarvi e dimorare in voi. Dovete però fargli spazio, è opportuno eliminare quanto si oppone alla sua azione di Grazia.
Chiedetevi cosa si oppone nella vostra vita all’Amore di Gesù e ai suoi insegnamenti!
CONTINUIAMO LE INTENSE PREGHIERE ALLA MADONNA CON LA RECITA GIORNALIERA DEL SANTO ROSARIO PER ME, PER VINCERE L’ATTACCO PORTATO DA SATANA, SCIOGLIENDO QUESTO NODO OPPRESSIVO. CHI
MI VUOLE BENE, PREGHI MOLTO PER ME.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
RICHIESTA DI PREGHIERE